Pentito della camorra arrestato per droga

18 Giugno 2020

Da un lato collaborava con la giustizia e viveva sotto protezione, dall’altro spacciava: finisce nei guai con altre 3 persone

LANCIANO. Da un lato collaborava con la giustizia e dall’altro gestiva un giro di spaccio. È finito in manette A.P., 43 anni, pentito di camorra che viveva sotto protezione e con una falsa identità a Lanciano. Insieme a lui i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato A.R., 46 anni, e denunciato a piede libero F.G., 35 anni, e M.B., 45, tutti di Lanciano (per la delicatezza delle indagini le generalità non sono state diffuse). Devono rispondere, a vario titolo, di detenzione e spaccio di stupefacenti. L’operazione è denominata “Doppio gioco” proprio in virtù dell’attività illecita messa in piedi dal principale indagato, sebbene godesse di particolari tutele da parte dello Stato. Le indagini, dirette dal procuratore Mirvana Di Serio e dal sostituto Francesco Carusi, hanno avuto inizio a febbraio attraverso il monitoraggio dell’illecita attività di spaccio che si verificava nelle vicinanze di un bar della città frentana. I carabinieri del capitano Vincenzo Orlando si sono avvalsi di riprese video e del dispositivo Gps installato a bordo del veicolo in uso ad alcuni indagati, oltre ad aver effettuato servizi di osservazione e pedinamento e intercettazione di 10 cellulari. L’articolata attività condotta dagli investigatori del Nucleo operativo e radiomobile, diretto dal sottotenente Giuseppe Nestola, ha permesso di accertare la cessione quotidiana, a piccole dosi, di cocaina, ad opera di A.P., che ben si guardava da tenere in casa propria la sostanza stupefacente. Per farsi “custodire” la droga si avvaleva dell’appoggio di altri: secondo gli investigatori si tratta di A.R., unica donna coinvolta e artigiana insospettabile, e di Ezio Scarpari, panettiere 54enne arrestato in flagranza a fine maggio. I militari avevano trovato nel suo garage 310 grammi di cocaina nascosti nel tubo dell’aspirapolvere. Anche a casa di A.R. è stata trovata della sostanza: sei involucri contenenti 160 grammi di cocaina nascosti nel controsoffitto. Nell’abitazione di A.P., invece, i carabinieri hanno trovato due bilancini di precisione, una katana giapponese con una lama, affilatissima, di 27 centimetri e uno scanner per il rilevamento delle microspie. F.G. e M.B., denunciati a piede libero, erano deputati a prelevare la cocaina, in piccoli quantitativi alla volta, dalle abitazioni dei “custodi”. All’esito delle indagini il gip Massimo Canosa ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per A.P., rinchiuso per motivi di sicurezza a Sulmona. È ai domiciliari A.R., in attesa dell’udienza di convalida che si tiene questa mattina. Il giro di spaccio aveva un volume di affari di circa 15mila euro al mese e un bacino molto ampio di consumatori locali: in soli quattro mesi, e nonostante il periodo di lockdown, sono stati individuati circa 50 acquirenti. In 25 sono stati segnalati. Le indagini proseguono.