Peperone dolce, Di Lallo: «Ci metterò impegno e passione»

19 Febbraio 2020

ALTINO. Continuità e nuove progettazioni: questi gli obiettivi di Mariella Di Lallo, neo presidente dell’associazione “Peperone dolce di Altino”. Di Lallo, insegnante, succede a Sebastiano Scutti,...

ALTINO. Continuità e nuove progettazioni: questi gli obiettivi di Mariella Di Lallo, neo presidente dell’associazione “Peperone dolce di Altino”. Di Lallo, insegnante, succede a Sebastiano Scutti, del quale era vice, che ha retto l’associazione dal 2015. «Metterò in questo mio mandato», afferma la neo presidente, «impegno e passione. Il “Peperone dolce di Altino” deve continuare a crescere cercando nuove strategie, il nostro deve essere il prodotto in grado di catalizzare altre iniziative». In questo ultimo periodo diversi sono i traguardi raggiunti dal prodotto tipico: dal successo del Festival del peperone dolce e Palio culinario delle contrade alla produzione quadruplicata, dall’ingresso di giovani imprenditori al riconoscimento quale presidio Slow Food, dalla presenza a rilevanti iniziative agroalimentari del territorio al Salone del gusto di Torino e all’Expo di Milano all’istituzione del museo. Centocinquanta sono i soci dell’associazione, una ventina i produttori.
«Nostro obiettivo», afferma la Di Lallo, «è arrivare a una certificazione del seme, iniziativa alla quale stiamo lavorando grazie al Crea di Monsampolo del Tronto, per permettere ai produttori di avere un prodotto certificato. È necessario potenziare il museo del peperone e il nostro “festival” deve diventare sempre più un evento di comunità, tutti dobbiamo lavorare per fare rete». Tra le iniziative attività nelle scuole per far capire come, partendo dal peperone rosso di Altino, ci deve essere la riscoperta e il rispetto per le bio-diversità.
Il peperone con il frutto verso l’alto, “cocce a capammonte”, è usato come spezia per la preparazione di salsicce, salami e ventricina, per condire minestre e insaporire i secondi. È un prodotto rosso, aromatico, poliedrico, intenso, il cui primo attestato è un regesto del 1752. (m.d.n)
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