Per Di Paolo l’Università deve tornare sul Colle

13 Marzo 2015

I candidati sindaco/2. Intervista al leader di Giustizia sociale, punta al 20% Ha 59 anni e la sua priorità è: «Salvare Chieti dall’abbandono in cui è caduta»

CHIETI. Si va verso l’election day del 31 maggio. Bruno Di Paolo, 58 anni funzionario dello Stato, è il secondo candidato sindaco intervistato dal Centro. Concorrerà, e non potrebbe essere altrimenti, con la casacca di Giustizia sociale, movimento politico forgiato da Di Paolo. Quali sono le prime tre cose che farebbe per Chieti da sindaco?

«In cima alle cose da fare c’è la volontà di ridare dignità ad una città che si trova nel degrado. Chieti va restituita ai teatini e a coloro che la amano con un occhio di riguardo per chi intende investire nel capoluogo teatino. Bisogna snellire la burocrazia e accelerare i tempi di rilascio delle pratiche richieste dagli imprenditori che, troppo spesso, giacciono per mesi nei cassetti degli uffici comunali. Di conseguenza è necessario ripensare la macchina amministrativa di palazzo d’Achille tagliando il numero dei dirigenti con le economie ricavate da reinvestire in assunzioni dei tanti giovani senza lavoro in città. Urge, poi, riportare vita ed economia sia sul Colle che allo Scalo con iniziative concretizzabili subito. Il centro storico dovrà accogliere il Rettorato dell’università, le segreterie degli studenti e due case dello studente. Altre due case dello studente dovranno essere sistemate allo Scalo per legare in modo virtuoso, una volta per tutte, il nostro prestigioso ateneo alla città. Per migliorare i servizi del Colle, inoltre, penso ad un maggiore utilizzo dell’ex ospedale Santissima Annunziata che deve ospitare ambulatori ed un pronto soccorso abilitato per codici di rischio basso. Nella vallata, invece, bisogna potenziare le attività della delegazione comunale, realizzare una biblioteca fornita e favorire l’apertura di locali di intrattenimento. Come terza priorità c’è lo sviluppo del turismo. L’obiettivo che mi pongo è rendere Chieti un punto di riferimento del turismo religioso. Il mio pallino è organizzare una Settimana Santa a Chieti di importanza nazionale».

Chi teme di più alle urne? «Giustizia sociale è sicura della sua forza e di strappare un ottimo risultato alle urne. Sono gli altri, semmai, a doversi preoccupare di noi».

Chi teme di meno? «Guardiamo a noi stessi, gli altri, sinceramente, ci interessano poco».

Ha donne in lista e, se sì, chi sono?

«Nelle nostre liste la componente femminile è fondamentale. Nella lista di Giustizia sociale e nella lista “Di Paolo sindaco” abbiamo una ventina di candidate che abbracciano tutte le fasce sociali. Ci sono casalinghe, libere professioniste e molti medici come Marina Cipollone, Rita Montini e Monia Di Vito. Insieme a loro ci sono le militanti di lungo corso del partito come Daniela Petrongolo e Serena Tacconelli, responsabile dei giovani di Giustizia sociale».

Quale percentuale pensa di prendere?

«Andremo sicuramente al ballottaggio con il candidato sindaco del centrodestra o del centrosinistra. Supereremo, quindi, il 20% dei consensi». L’ultima domanda sulla conoscenza della sua città.

Quanti abitanti risiedono allo Scalo dove, per molti, si decideranno le prossime elezioni?

«Circa 30 mila residenti».

Jari Orsini