Per le frane 400mila euro Di Naccio: sono pochi

21 Dicembre 2014

L’assessore ai lavori pubblici ricorda che sono nove le zone rosse su cui lavorare E che a Madonna del Carmine e Santa Giusta si sono aperti nuovi smottamenti

LANCIANO. Da un alto c’è la Regione che dopo anni di silenzio e abbandono ha concesso i primi 400 mila euro per il dissesto idrogeologico al Comune. Dall’altro c’è un fronte frane che si allarga con nuove emergenze a Madonna del Carmine e a Santa Giusta che si aggiungono a criticità note come quelle di porta San Biagio, Torri Montanare,piazza Garibaldi.

C’è quindi poco da sorridere per l’arrivo dei tanto sospirati fondi per le frane da parte della Regione. Certo, 400mila euro sono una cifra discreta dopo anni di assoluto abbandono, ma non bastano per coprire le tante emergenze che ci sono in città.

Ben nove sono le zone rosse, ad altissimo rischio idrogeologico e con smottamenti in corso, che necessitano di lavori di messa in sicurezza immediati per un costo che ammonta ad almeno 4 milioni di euro. E ci sono zone come Madonna del Carmine e la parte bassa di Santa Giusta dove si sono aperti nuovi fronti che sono monitorati dal Comune.

«Di certo dopo anni di silenzio questi 400mila euro sono oro», dice l’assessore ai lavori pubblici Antonio Di Naccio, «ma non bastano. Speriamo in altri fondi che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, commissario straordinario per le opere di difesa del suolo, ha assicurato arriveranno. Questi 400mila euro infatti non bastano per fare almeno tre interventi urgentissimi:a San Biagio, dove voragini e crepe si sono formate dal 2005 e costantemente si allargano; a Madonna del Carmine e Santa Giusta. Stiamo valutando come e dove investire i fondi perché a San Biagio gli interventi sono vitali per l’abitato di Lancianovecchia e per la porta, monumento della città, essendo l’ultima delle 9 porte che cingevano Lanciano rimasta in piedi. Ma nelle altre due aree ci sono delle case a rischio. Nel fronte frane», continua l’assessore ai lavori pubblici, «che si è aperto dopo la zona oggetto di lavori di consolidamento da parte della Provincia (non ancora chiusi, ndc) a Santa Giusta ci sono 3 abitazioni che sono monitorate perché i terreni su cui poggiano scivolano. Anche a Madonna del Carmine ci sono abitazioni monitorate».

A San Biagio però sono pronti i progetti esecutivi dei lavori che prevedevano un primo lotto, da circa 100mila euro, per il consolidamento della struttura e della parete crollata che sarà chiusa con mattoni recuperati e ristrutturati. Il secondo lotto dei lavori, che costerà altri 70 mila euro prevede la pavimentazione della strada sottostante il muro, e un sistema di drenaggio delle acque per evitare infiltrazioni. Poi c’è un intervento maggiore da realizzare sulle mura fino a via Agorai e piazza Garibaldi dove si sono aperte ferite e ci sono stati scollamenti di terreno ma servirebbero almeno altri 500mila euro.

«Stiamo valutando il da farsi» precisa Di Naccio, «di sicuro servono altri soldi. Nella dossier consegnato alla Regione siamo stati precisi evidenziando tutte le aree dove sono in corso smottamenti e quelle in cui ormai le frane sono”storiche”. Ma servono fondi».

Teresa Di Rocco

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