Per Tarek il giorno più bello è arrivato

10 Aprile 2016

La lunga battaglia del tunisino espulso dall’Italia è finita: può vivere qui. Era un caso nazionale

CHIETI. Piange di gioia Tarek leggendo queste quattro righe: «Il giorno 8 aprirle 2016 alle 12.50 (certi orari rimangono per sempre infissi nel cuore, ndc) presso la Questura di Pescara innanzi al sottoscritto Ufficiale di Pg è presente lo straniero notificato al quale è notificato il riconoscimento della protezione umanitaria emesso in data dalla Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale di Ancona». Piange con Tarek anche Francesco Lo Piccolo giornalista impegnato per i diritti dei detenuti, come referente dell’associazione Radicali d’Abruzzo con “Le voci dei dentro”, che tanto ha lottato affinché quelle quattro righe fossero scritte.

La storia “ufficiale” del tunisino Tarek, 30 anni, inizia nel 2008 quando è arrestato per rapina e possesso di droga e rinchiuso nel carcere di Chieti. Nel 2014 finisce di scontare la sua pena, il carcere lo aveva riabilitato ma lo Stato lo cacciava dall’Italia perché la Questura di Chieti lo riteneva "socialmente pericoloso".

Il caso finisce in Parlamento grazie a Gianni Melilla, deputato di Sel, e a Lo Piccolo. «La sua storia», scrisse il giornalista su Huffingtonpost, «è emblematica di come la parola rieducazione sia vuota e il carcere sia in realtà solo punizione fine a se stessa. Nonostante le relazioni del personale giuridico pedagogico del carcere di Chieti, nelle quali è scritto che Tarek è persona rispettosa, conscio del suo errore, ben intenzionato a costruirsi un'alternativa di reinserimento; nonostante le positive valutazioni di una commissione che doveva selezionare alcuni detenuti per immetterli a un progetto lavorativo esterno finanziato dalla Regione Abruzzo; nonostante che per un anno Tarek sia uscito dal carcere tutte le mattine per andare a lavorare in un cantiere, e che gli stessi compagni di lavoro abbiano riferito che si è sempre comportato con coscienza. E nonostante una lettera del titolare dell'impresa che si dice disposto ad assumerlo a tempo indeterminato».

Matteo Del Nobile