«Per ucciderlo avrei puntato al cuore»

1 Luglio 2014

Giurastante è depresso ma si difende dopo la pugnalata al maresciallo che lo aveva riconosciuto. Oggi la convalida

CHIETI. «Non volevo ucciderlo, se no avrei mirato al cuore. Ma non volevo tornare in carcere perché lì non mi avrebbero curato». Emilio Giurastante, 79 anni, parla a monosillabi ventiquattr’ore dopo l’accoltellamento del maresciallo dei carabinieri di Chieti, Francesco Salvatore, che di anni ne ha 49.

«È in uno stato di profonda prostrazione» racconta il suo difensore, l’avvocato Annalisa Bucci «e non è stato in grado di raccontare nulla di quanto è accaduto domenica in largo Cavallerizza». Oggi, intanto, si procederà all’udienza di convalida dell’arresto nel carcere di Madonna del Freddo.

Giurastante dovrà rispondere dei reati di tentato omicidio, evasione e porto abusivo di armi da taglio. Ma sulle sue spalle pesa anche un cumulo di reati pregressi per i quali il 79enne dovrà scontare una condanna definitiva di 9 anni, 4 mesi e 29 giorni. Pena che avrebbe espiato di sicuro ai domiciliari se, nella tarda mattinata di domenica, non avesse brandito il coltello per affondarlo nel fianco sinistro del sottufficiale che lo aveva riconosciuto.

Una ferita profonda, che solo per qualche centimetro ha risparmiato l’aorta addominale. Ieri la conferenza stampa al Comando provinciale dei carabinieri dove il colonnello Salvatore Ronzo insieme con il maggiore Vincenzo Maresca e il capitano Livio Lupieri, hanno ripercorso i momenti dell’aggressione. Ribadendo «la grande professionalità e il sangue freddo del maresciallo» che pur a terra e ferito gravemente si è difeso senza estrarre la pistola d’ordinanza che portava con se. Stesso elogio anche all’equipaggio del nucleo operativo e radiomobile che ha bloccato l’anziano «senza arrivare neppure alla colluttazione». Parole di conforto e di riconoscenza a titolo personale e della città sono state espresse anche dal sindaco Umberto Di Primio che ieri mattina ha fatto visita al sottufficiale nella Chirurgia del policlinico. «Nonostante tutto mostra grande serenità» racconta il primo cittadino. A stringere la mano al maresciallo ferito anche il comandante della Legione carabinieri Abruzzo, il generale Claudio Quarta. La prognosi di Salvatore resta riservata, ma ci sono buone probabilità che venga sciolta entro oggi.

Giurastante era stato arrestato dai carabinieri di Ortona il 24 giugno in esecuzione di un ordine di carcerazione dovendo scontare 9 anni. Durante il tragitto verso il carcere di Chieti si è però sentito male. L’anziano è stato ricoverato nella Medicina del policlinico, ma è fuggito dopo qualche ora. A riconoscerlo il maresciallo Salvatore che, rischiando la vita, ha infranto l’ossessivo desiderio di libertà di un uomo in fuga da una vita.

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