Perde la casa all’asta e perseguita la nuova proprietaria: fermato

Un 56enne non potrà più mettere piede in paese dopo il divieto di dimora firmato dal giudice Per mesi ha minacciato di morte e lanciato pietre alla vittima: «Ti renderò la vita impossibile»
TORREVECCHIA TEATINA. «Ti renderò la vita impossibile». Dopo aver perso la casa all’asta, L.M., 56 anni di Torrevecchia Teatina, ha minacciato così la nuova proprietaria. Per la donna, 39 anni, è stato l’inizio di un incubo fatto di insulti, dispetti, aggressioni anche a colpi di pietra. Finché, qualche giorno fa, i carabinieri della stazione di Chieti Principale, coordinati dalla tenente Maria Di Lena, hanno notificato all’uomo, indagato per atti persecutori, l’ordinanza firmata dal giudice Enrico Colagreco che dispone il divieto di dimora a Torrevecchia. Tradotto: lo stalker non potrà più mettere piede in paese. «Le condotte dell’indagato», si legge sul provvedimento, «disegnano una personalità violenta e prevaricatrice». E ancora: l’uomo «non si è mai rassegnato all’idea di aver perso la proprietà degli immobili». La vittima è stata costretta a cambiare le abitudini di vita, evitando «persino gli incontri con gli amici nel timore che L.M possa palesarsi in qualsiasi momento».
Tutto comincia nel novembre del 2020, quando la 39enne si aggiudica all’asta un immobile, in precedenza di proprietà di L.M. che, a sua volta, lo aveva ereditato dal padre. Fin dai primi accessi nella nuova casa la donna trova un’amara sorpresa: all’interno del magazzino al piano terra della villetta continua a vivere il 56enne con la figlia e il marito di quest’ultima. Insomma: nonostante tutto, hanno deciso di restare nell’immobile e occupare la vecchia rimessa. Non solo: anche davanti all’avvocato delegato alla vendita e al custode, L.M. dice a chiare lettere che non andrà mai via. Tra febbraio e marzo, durante il trasloco e i lavori commissionati dalla 39enne, prosegue il comportamento ostruzionistico dell’indagato. Astio e livore raggiungono l’apice a maggio, nel momento in cui la vittima si trasferisce definitivamente e si accorge che l’uomo si era agganciato abusivamente al suo contatore dell’acqua per garantirsi l’approvvigionamento idrico. Anche il genero, in un’occasione, la terrorizza: «Se non mi riattacchi l’acqua», le dice, «ti do due cazzotti in faccia». La vittima, mentre è seduta sul balcone a studiare, viene persino colpita con alcune pietre e insultata. «Ti uccido», grida l’indagato in un’altra circostanza, fermandosi davanti al cancello della donna e impedendole di uscire. «Te ne devi andare, questa casa è mia». A questo punto la nuova proprietaria, sempre più intimorita, prende l’auto e si allontana, per evitare altri insulti e che la situazione diventi ancora più pericolosa. Ormai esasperata, la donna presenta una denuncia in caserma e, in tempi brevissimi, arriva la misura cautelare. Se lo stalker decidesse di fare ritorno a Torrevecchia, rischierebbe seriamente di essere arrestato.
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