«Perdita immensa per la nostra storia e le sue tradizioni»

20 Marzo 2021

LANCIANO. L'anima del Mastrogiurato, il motore di una tradizione che gli aveva impregnato vita e pensieri ininterrottamente da ormai 22 anni e che lo teneva costantemente avvinghiato a tutto ciò che...

LANCIANO. L'anima del Mastrogiurato, il motore di una tradizione che gli aveva impregnato vita e pensieri ininterrottamente da ormai 22 anni e che lo teneva costantemente avvinghiato a tutto ciò che riguardava la rievocazione storica tra le più note d'Abruzzo. Una manifestazione che lo ha fatto viaggiare, gioire, arrabbiare, inorgoglire, litigare con le istituzioni e i detrattori, con una passione che era diventata la sua stessa identità. Danilo Marfisi lascia un vuoto che in città sarà difficile colmare. «È una perdita immensa per la vita culturale di Lanciano», commenta l'assessore alla cultura, Marusca Miscia, «una persona che ha ripreso un pezzo di storia e ci ha costruito una tradizione, che aveva costruito ponti in Europa e nel mondo e che negli ultimi anni aveva innovato coinvolgendo i bambini nel suo splendido villaggio medievale. Adesso è importante che questo testimone lasciato da Marfisi passi ai giovani e che la sua memoria si costruisca attraverso la continuità». «Lo conoscevo da assessore provinciale», interviene Daniele D'Amario, assessore regionale alla cultura, «perdiamo una figura importante in Abruzzo che ha rappresentato la storia di questa celebrazione. La Regione resterà al fianco di questa tradizione che è importante preservare».
La commozione è fortissima per Domenico Maria Del Bello, ispettore archivistico onorario per l'Abruzzo che con Marfisi ha condiviso tanto studio sulle fonti storiche e infinite giornate per l'organizzazione del celebre corteo della prima domenica di settembre. «Danilo è sempre stato attento agli aspetti scientifici della tradizione del Mastrogiurato, una manifestazione che per Lanciano ha significato moltissimo in termini non solo affettivi, ma anche economici e d’immagine nel mondo, che ha saputo attrarre migliaia di persone. Occorre sicuramente l'impegno di tutta la città e delle istituzioni per salvare questo patrimonio». «Penso di essere stato uno dei pochissimi Mastrogiurato non lancianese ad aver sfilato in testa al corteo», lo ricorda il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «lui ci teneva così tanto che per tre volte, con i suoi modi coinvolgenti e gentili, mi ha chiesto di partecipare. L'ultima volta ho accettato. Ero corrispondente Rai da New York e ricordo di aver tardato la partenza per ricoprire questo ruolo che mi ha onorato profondamente. Ricordo la sua passione viva e la grandissima capacità di appassionare tutti, mi dispiace davvero». Anche Mario Giancristofaro, firma del Messaggero, è stato un amatissimo Mastrogiurato nel 2016: «Eravamo amici, ma da quell'anno lo fummo ancora di più», ricorda, «siamo stati nelle scuole di Lanciano e Chieti ad illustrare questa manifestazione che non era una sagra, ma una rievocazione storica tra le più importanti d'Abruzzo. Marfisi aveva il desiderio di tramandare alle nuove generazioni l'amore per questa realtà e aveva una grandissima cultura in merito, riusciva ad affascinare e trascinare i ragazzi con i suoi racconti».
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