Pericolo mafia, Melone: il tribunale non va soppresso

25 Agosto 2017

VASTO . Le possibili infiltrazioni mafiose continuano ad essere al centro di discussione in città e negli ambienti giudiziari. Nel ricordare le grandi inchieste condotte nel territorio il consiglio...

VASTO . Le possibili infiltrazioni mafiose continuano ad essere al centro di discussione in città e negli ambienti giudiziari. Nel ricordare le grandi inchieste condotte nel territorio il consiglio dell’Ordine forense ribadisce l’importanza di avere untribunale e una Procura in città. Secondo gli esperti, stanno aumentando le possibilità che i soggetti di rango mafioso vengano ad operare nel nostro territorio e sfruttino tendenze, filoni criminali favorevoli, onde radicarsi definitivamente. E tra i territori più a rischio oltre San Salvo c’è anche Vasto. Il presidente del consiglio dell'Ordine forense Vittorio Melone ha più volte ribadito che il tribunale e la Procura sono presidi di legalità indispensabili. Lo confermano i dati trasmessi lo scorso anno dal presidente del tribunale Bruno Giangiacomo al Consiglio superiore della magistratura. La determinazione dei giudici a garantire giustizia in tempi rapidi è notevole. Il carico di processi penali a Vasto è molto importante e sta impegnando pesantemente i magistrati. Sono in programma cause delicatissime. Per evitare la soppressione, prevista dalla riforma della geografia giudiziaria e rimandata al 2020 per effetto della seconda proroga concessa dal Governo, il presidente Melone ha proposto al Consiglio giudiziario, riunito tre mesi fa a Vasto, l’unione dei tribunali di Vasto e Lanciano. «Ho già parlato della vulnerabilità del Vastese e delle infiltrazioni con il nuovo Consiglio giudiziario della Corte d’appello dell’Aquila, ribadendo l’importanza del tribunale di Vasto. Ciò che esiste non va soppresso ma rinforzato. Servono più magistrati. La Regione ha allo studio la situazione dei 4 tribunali abruzzesi da sopprimere. Aspettiamo fiduciosi le conclusioni anche alla luce di quanto dichiarato dalla Dia», dice Melone. (p.c.)