Periferie dimenticate tra frane e rifiuti

9 Aprile 2019

San Martino e Tricalle: viaggio tra le strade dissestate e abbandonate. Un residente: mettono le transenne e poi più nulla

CHIETI. Periferie dimenticate. Abbandonate a se stesse tra strade dissestate, ricoperte di vegetazione spontanea, e pubblica illuminazione assente o a rischio, con i pali pericolosamente in bilico a causa dei tratti franati. E immondizia abbandonata un po’ ovunque, con cumuli di rifiuti che spuntano in mezzo al verde quando meno te lo aspetti.
Siamo andati a San Martino, periferia della città verso San Giovanni Teatino e Pescara, girando tra le strade di collina fino ad arrivare al Tricalle, di ritorno verso il centro cittadino. La prima cosa che si nota sono i tratti franati. E se sul colle gli stessi fenomeni di dissesto sono quanto meno all’attenzione generale, su queste strade sembrano essere dimenticati. Tanto è vero che non si notano neanche più, risultando per questo più pericolosi. Rovi ed erbacce che si allungano sull’asfalto non permettono di vedere il pericolo a chi non è del posto. Il Comune è intervenuto sistemando delle transenne. Ma poi tutto è finito nel dimenticatoio. In alcuni casi le transenne sono scivolate a valle, travolte dal movimento franoso, ricoperte dalla vegetazione. È il caso di via Spelorzi, una bella strada collinare che da San Martino porta al Tricalle. Il residente Lucio Iannetti mostra l’asfalto spezzato e la transenna scivolata in basso. «È vero che questa strada è poco frequentata ma, soprattutto di notte, diventa molto pericolosa. Mi chiedo cosa ci vuole a rimettere al loro posto almeno le transenne», dice. Frane e smottamenti anche in via Belvedere, altra strada collinare che da via Spelorzi conduce direttamente in mezzo al Tricalle. Qui le transenne resistono ancora sulla carreggiata, ma i pali della luce pericolosamente in bilico a causa dello scivolamento del terreno, fanno paura. Tornando verso San Martino si arriva fino a strada Fosso Paradiso, via che fa onore al suo nome per la bellezza del panorma, ma che pure risulta minata da smottamenti e dissesti. E cosa dire del muro crollato in via Montello, sempre a San Martino, nella zona del Villaggio del Mediterraneo e del Santissima Annunziata: «Si trova in quelle condizioni da almeno sette anni», testimonia Iannetti, «l’hanno recintato con le transenne e l’hanno lasciato così in mezzo alla strada».
E poi ci sono i rifiuti. Inciviltà, mancanza di controlli e di operatori che ripuliscono si alleano per far sì che proprio negli angoli più sperduti e più belli saltino fuori immondizia e rifiuti. Si trova di tutto, materiale di scarto a vista o buste di plastiche che si mimetizzano in mezzo alla vegetazione. «Nessuno controlla, nessuno ripulisce e tutti si girano dall’altra parte, facendo finta di nulla», dice Iannetti, «d’altronde qui, in periferia, il Comune sembra lontano, se non del tutto assente. Sappiamo che l’ente ha problemi economici, eppure abbiamo appreso che la Regione ha messo a disposizione dei Comuni oltre 4 milioni per il dissesto idrogeologico. Speriamo che anche Chieti riesca ad averne una parte. E non solo per il centro, anche la periferia merita attenzione».
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