Perilli a Di Primio «Io ci metto la faccia»

22 Febbraio 2017

Inchiesta Megalò 3,il colloquio con l’imprenditore registrato con una cimice E’ l’indizio chiave su cui si basa l’accusa di corruzione contro il primo cittadino

CHIETI. È una cimice nell’auto dell’imprenditore Enzo Perilli, a mettere nei guai il sindaco Umberto Di Primio. Sulle intercettazioni nell’auto del titolare della società Akka, proprietaria del terreno su cui costruire Megalò 3, si basano infatti le accuse mosse dalla Procura contro il sindaco. Le sveliamo in anteprima.

I PROBLEMI ECONOMICI. Innanzitutto c’è una conversazione del 7 agosto 2014 tra l’imprenditore e un altro indagato di spicco, l’ex segretario generale dell’Autorità di bacino, Michele Colistro, in cui Perilli, difeso dall’avvocato Marco Femminella, parla dell’amico sindaco, difeso da Antonio Pimpini, e ne svela i problemi economici.

Perilli: «Io oggi gli ho detto: Umbè mi fai capire i problemi che hai? Sì. Che hai? 90.000 euro con l’Agenzia di Equitalia e già te l’ho detto a te, 150.000 euro il mutuo a rientro. Umbè se vuoi risolvere sti problemi fai qualcosa, sennò io ne posso parlare pure con l’amministrazione successiva. Poi gli ho detto: tu vuoi fare la campagna elettorale? Sì. Ritiriamo i permessi e fai la campagna elettorale che vuoi fa Poi siamo andati oggi su, il 3 mattina McDonald’s ci porta in Comitato a Milano la pratica se ce l’approvano fine mese firmaimo, rifirmiamo il contratto glielo vendiamo e ci prendiamo i soldi abbiamo perso 7/8 centomila euro». In un’altra occasione, il sindaco parla con Perilli.

Di Primio: «Mi ha detto Christian che stai depresso, non scherziamo perché io ogni volta che penso che mi voglio suicidare penso a te e dico vabbò che c... me ne frega ci sta Enzo non mi suicido».

Perilli: «No, io non sono depresso».

Di Primio: «Ah mbè»

Perilli: «Io gli ho detto a Christian, io non lo so che c... dobbiamo fare, sennò dobbiamo rinunciare, quello se l’è presa per depressione».

Di Primio: «Che c... vuoi rinunciare?»

Perilli: «La mia non è una depressione»

Di Primio: «Cioè ma se io continuo a dire a tutti i giornali che lo stiamo a fare - Megalò - mò rinunciamo?»

Perilli: «Senti hai notizie là, della signora?»

Di Primio: «La signora chi è mò...»

Perilli: «Se ha fatto la comunicazione là per la convenzione?»

L’INCONTRO PRENATALIZIO. Due giorni prima di Natale, nella mattina del 23 dicembre del 2014 Perilli, Di Primio e Colistro si incontrano e gli investigatori della squadra mobile di Pescara documentano tutto con un servizio di “osservazione, controllo e pedinamento”. E con la cimice nell’auto. Secondo quanto hanno riferito alla procura dell’Aquila, alle ore 8.16 Perilli arriva a bordo della sua Golf a casa di Di Primio a Francavilla. Fa salire il sindaco e si dirigono a Dragonara, dove al Punto Blu, nei pressi del casello autostradale, li aspetta Colistro, che si era già precedentemente sentito a telefono con Perilli. Entrano subito in argomento e Di Primio tira in ballo il funzionario del Comune Silvana Marrocco (che però non nomina direttamente) che si occupava della stipula della convenzione urbanistica tra il Comune e la società Akka.

Perilli: «Ma c’hai qualche buona notizia?»

Di Primio: «Ho chiamato quella lì - la Marrocco - sta tutto a posto, ho parlato con il tecnico, stiamo andando avanti. Le ho detto... guarda questo deve firmare la convenzione!»

Perilli: «Bravo».

Di Primio: «Vedi come c... si può fare! No... no... ho parlato con il loro tecnico... Ho detto... la caratterizzazione serve».

LA CANDIDATURA. A fine dicembre 2014 il sindaco Di Primio, dopo le tante frizioni nello schieramento di centrodestra, aveva i suoi bei problemi per lanciare la propria candidatura. Doveva ripresentarsi alle elezioni comunali della primavera successiva, dove poi si presentò candidato e stravinse, iniziando il suo secondo mandato. E nell’incontro del 23 dicembre, si parla proprio della candidatura. Perilli chiede se ci deve «mettere la faccia», alludendo con questa locuzione, dice la Procura, a un «contributo economico» per sostenere le spese elettorali. E’ il passaggio chiave dell’inchiesta.

Perilli: «Allora Umbè... tu mi devi spiegare... questa c... di candidatura, ci devo mettere la faccia o no?»

Di Primio: «È fatta ormai. Uscirà anche sui giornali. Oggi l’avremmo dovuta ufficializzare con una conferenza stampa. Però, siccome non ci stanno tutti quanti, allora gli ho detto no! Qua siccome si sono dette cose che non vanno... allora mò voglio che tutti quanti ci stanno! Non soltanto io... perché sennò... dopo, domani, qualcuno... capito? Dice no... ma io non ci sono venuto apposta, no? Allora tutti quanti presenti. Eh... lo faremo, probabilmente, la settimana prossima. Perché questa settimana... questo fatto che ci stanno le feste di natale, con sabato e domenica di mezzo è un macello! Comunque si fa questa settimana... eh... soltanto perché è uscito il nome sul giornale... capito... una cazzata! Perché è cambiato qualc... eh... è subentrato l’alto biondo e occhi azzurri... no!? Già ci era !!! Questa gente con una... ha cambiato... inc... al Comune eh... ieri, sono arrivato come un pazzo... ho detto... che c... vuole questa gente... niente! L’avversario è molto debole.».

Perilli: «Tu mò però a me mi devi seguire. Io ci metto la faccia fino a che non abbiamo vinto!»