Perizia psichiatrica per lo scalino Furbesco

15 Luglio 2015

Tentata rapina a Konopizza, il giudice accoglie l’istanza del difensore: persona malata da curare

È stata disposta la perizia psichiatrica per Andrea Furbesco, 40 anni, di Chieti finito agli arresti domiciliari per tentata rapina a un pizzaiolo di Chieti Scalo, Enrico Leonello, proprietario di Konopizza. A richiedere l’esame è stato il suo difensore, l’avvocato Antonello Remigio sulla base dei reiterati tentativi di fuga dai domiciliari che evidenzierebbero, nella compulsività del gesto, problemi di carattere psichiatrico da approfondire. Richiesta accolta dal giudice Maria Isabella Allieri. Furbesco quindi potrebbe essere definita «persona malata e bisognosa di cure». Questi i fatti contestati all’indagato che risalgono al 4 luglio scorso. Erano le 20,30 di sabato. Nel locale è entrato Furbesco. Un personaggio singolare, pieno di tatuaggi e conosciuto allo stesso proprietario. Nella pizzeria, secondo quanto raccontato dal gestore, c’erano diversi avventori. Ma la loro presenza non avrebbe impedito a Furbesco di avvicinarsi a Leonello e a chiedergli dei soldi. Aveva la mano destra nascosta dietro la schiena. Posizione che ha preoccupato il ristoratore che ha pensato che nascondesse un’arma considerata anche la minaccia: dammi i soldi se no ti sparo 21 colpi. A parte l’improbabile capacità di un’arma a contenere 21 proiettili Leonello, che precedentemente aveva dato dei soldi a Furbesco, ha preso alcune banconote della cassa ed è uscito dal bancone. A quel punto Furbesco gli si sarebbe avventato contro provocando la reazione del ristoratore che lo ha preso di peso e buttato fuori dal locale. Dopo l’interrogatorio in carcere il giudice Antonella Redaelli confermò l’arresto eseguito dalla polizia, al comando del vicequestore Francesco Costantini, ma gli concesse la custodia cautelare più morbida degli arresti domiciliari. Ma Furbesco ha resistito in casa solo poche ore. Così è stato arrestato per evasione per ben due volte nel giro di una notte. L’ultima però finendo nella casa circondariale di Madonna del Freddo. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 22 luglio. (y.f.)