Perizia su Aqualand «Assurda l’indennità di oltre un milione»

14 Febbraio 2021

Vasto. Le opposizioni consiliari contro la relazione dell’esperto «È fatta solo sulle scritture contabili e senza alcun sopralluogo»

VASTO. «Una perizia basata solo sulle scritture contabili e senza effettuare alcun sopralluogo, oltre a un indennizzo calcolato senza considerare gli eventuali inadempimenti della società di gestione, fra cui la mancata apertura del Parco nell’estate 2020». Le minoranze vanno all’attacco e fanno le pulci alla relazione tecnica su Aqualand, il parco acquatico dell’Incoronata, redatta da Alberto Dello Strologo. Il commercialista romano è stato incaricato dal Comune di effettuare una ricognizione completa del patrimonio, determinare il suo valore e calcolare l’indennizzo da riconoscere alla società di gestione, stimato in 1.395.781 euro. Si tratta di passaggi necessari in vista della scadenza della convenzione (14 giugno 2021) e tenuto conto che il consiglio comunale ha detto no alla vendita di Aqualand e deciso un nuovo bando per la gestione.
«La perizia, costata oltre 20mila euro, è stata redatta basandosi solo sui libri contabili del concessionario, senza che il perito mettesse mai piede nel Parco, valutasse l’effettivo valore delle opere e verificasse eventuali inadempimenti della società di gestione», affermano i consiglieri comunali di minoranza Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Alessandro d’Elisa, Edmondo Laudazi, Guido Giangiacomo, Alessandra Cappa e Davide D’alessandro, ai quali «sembra di rivivere lo scenario apocalittico della vicenda Pulchra con opposizioni a decreti ingiuntivi milionari non iscritte a ruolo e bandi preparati in fretta e furia a causa dell’imminente scadenza delle convenzioni. Anche questa volta, sebbene incalzati da circa due anni», proseguono i consiglieri, «l’amministrazione arriva impreparata alla scadenza di una convenzione che, per il suo valore, avrebbe meritato ben altra attenzione».
Molte le cose da chiarire secondo i rappresentanti del centrodestra che pongono una serie di domande: «perché il perito non ha verificato l’autorizzazione o l’ approvazione delle opere da parte del Comune come richiesto dall’art. 7 della convenzione? Perché per la loro stima si è basato solo sulle scritture contabili del concessionario senza effettuare alcun sopralluogo e periziare il loro valore reale? Perché nell’indennizzo ha considerato anche la manutenzione dei manufatti di proprietà del Comune? Perché non ha verificato e valutato gli eventuali inadempimenti del concessionario? Perché, tra gli eventuali inadempimenti, non ha valutato la mancata apertura del Parco nell’estate 2020 per decisione unilaterale del concessionario? Perché non ha considerato, ai fini del calcolo dell’indennizzo, la mancata realizzazione del campo sportivo in località Incoronata da parte della società di gestione?»
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