Perseguita e minaccia la ex: 55enne nei guai

Orsogna. La vittima è una donna di 49 anni. Il giudice impone all’uomo il divieto di avvicinarsi a lei
ORSOGNA . Perseguita e minaccia la sua ex compagna, il giudice ordina il divieto di avvicinamento verso la donna. È il provvedimento adottato dal giudice per le indagini preliminari Andrea Di Berardino, nei confronti di un 55enne di Casoli, indagato per atti persecutori, lesioni e danneggiamento verso una donna di Orsogna di 49 anni.
I due hanno avuto per sette mesi una relazione sentimentale con tanto di convivenza nel fine settimana nelle casa di lui a Casoli. La 49enne lo ha querelato dopo aver subito «minacce (anche con un coltello) e percosse scaturenti dalla gelosia e per le quali aveva pur richiesto l’intervento dei carabinieri». La sera dell’8 febbraio, si legge nell’ordinanza emessa dal gip Di Berardino, la donna lasciò l’abitazione del 55enne «che non le permise di portare con sé né il telefono né le chiavi dell’auto». Nei giorni seguenti lui stesso si presentò più volte sotto casa della donna, «pretendendo, in un caso, un chiarimento, perché diversamente l’avrebbe ammazzata. Le ha danneggiato l’automobile, prendendola a calci con lei all’interno e rompendole lo specchietto esterno, ha reso inutilizzabile il citofono del portone dell’abitazione di lei, sono improvvisamente comparse scritte offensive sui muri di alcune strade a Orsogna». Tutto questo ha causato alla donna, come diagnosticato al pronto soccorso di Guardiagrele, «un’azione cardiaca tachicardica, tachipnea, tremori diffusi, notevole quota d’ansia».
Da parte sua l’uomo ha reso dichiarazioni con l’assistenza del difensore, «ammettendo talune reazioni di gelosia», ma addebitando alla ex compagna «offese e gesti violenti alla presenza dei carabinieri, davanti ai quali egli sarebbe perfino svenuto». Inoltre la donna «deve restituirgli più di seimila euro, che lui le ha prestato per l’avvio di un’attività commerciale».
Viene però ritenuto «irrilevante il motivo che spinge l’indagato a cercare un contatto con la vittima; quel che conta è la constatazione di una notevole invadenza e di una costante presenza nei luoghi da lei frequentati». Viene inoltre rimarcato per il 55enne una «abitualità e identità di indole delittuosa allarmante». Il giudice ha quindi applicato verso di lui il divieto di avvicinamento alla donna e alla sua abitazione, prescrivendo all’indagato di mantenere una distanza non inferiore a 300 metri. La violazione dei divieti è punita con la pena da sei mesi a 3 anni di reclusione. (a.s.)
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