Perseguita il parroco della Trinità Il giudice la assolve: vizio di mente

La 66enne entrava in chiesa, offendeva il sacerdote e interrompeva la distribuzione della comunione Tra le vittime della stalker anche una farmacista del Corso. Il perito: è incapace di intendere e di volere
CHIETI. Per lungo tempo ha perseguitato il parroco della chiesa della Santissima Trinità e una farmacista di corso Marrucino. Ma la stalker, una teatina di 66 anni, difesa dall’avvocato Monica D’Amico, è stata assolta dal giudice Enrico Colagreco per vizio totale di mente. Nei confronti della donna, considerata socialmente pericolosa, è stata disposta la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno: ora si trova in una struttura riabilitativa-residenziale, dalla quale si può allontanare solo se accompagnata da un operatore.
Fino al settembre 2022, la stalker si è resa protagonista di atti persecutori nei confronti di don Claudio Pellegrini, «importunandolo con frequenza pressoché quotidiana, sia in occasione della celebrazione delle funzioni liturgiche, sia sulla pubblica via». In più circostanze, la donna è entrata in chiesa durante la messa e, ad alta voce, ha insultato il parroco con espressioni irripetibili; «analoghe parole», ricostruisce l’accusa, «pronunciava nei confronti del Cristo, della Madonna e dei santi». Non è finita qui, perché più volte si è avvicinata all’altare «interrompendo la distribuzione dell’eucarestia o le letture liturgiche e gettando a terra gli arredi sacri». Il parroco è stato preso di mira dalla donna anche quando era in strada o in occasione di processioni o altri riti all’aperto. In questo modo, l’imputata ha costretto il sacerdote a vivere in «un perdurante stato d’ansia e lo costringeva a modificare le proprie abitudini, determinandolo alla decisione di chiedere il trasferimento in un’altra parrocchia».
Anche la titolare di una farmacia è stata sistematicamente avvicinata e ingiuriata dalla sessantaseienne «sia sulla pubblica via che all’interno del negozio, in orario di apertura al pubblico».
L’imputata ha anche suonato ripetutamente il citofono dell’abitazione della vittima, sostando nelle vicinanze della casa e gridando insulti. La farmacista è stata indotta a non uscire più di casa e a non percorrere determinate strada per non incontrare la sua stalker.
Secondo il medico legale Ildo Polidoro, nominato come perito, l’imputata – al momento dei reati – era in condizioni di «totale incapacità di intendere e di volere» e «non ha la capacità di partecipare coscientemente al processo». Tradotto: dev’essere assolta.
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