Perseguita l’ex compagno e la sua nuova fidanzata Il gip: resti lontana da loro

La 39enne teatina non si è rassegnata alla fine della relazione durata tre anni: ha tempestato la vittima con telefonate, messaggi e blitz notturni a casa
CHIETI. Ha perseguitato in ogni modo l’ex compagno e la sua nuova fidanzata. Ma adesso dovrà restare lontana da entrambi: se violasse il provvedimento del tribunale, rischierebbe seriamente di essere arrestata. Una donna teatina di 39 anni è stata sottoposta alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime: le verrà applicato anche il braccialetto elettronico. Il provvedimento, firmato dal giudice Luca De Ninis su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani, è stato eseguito dai poliziotti della squadra mobile di Chieti.
LE ACCUSE
In base alle accuse, la donna non si è rassegnata alla fine della relazione durata circa tre anni e ha cominciato a vessare la vittima, tempestandola di telefonate e messaggi con l’obiettivo di riallacciare il rapporto o comunque di incontrarsi. Davanti alle mancate risposte, lei ha cercato di carpire notizie sulla vita privata dell’uomo – di 16 anni più grande – contattando anche i parenti di quest’ultimo. Nel momento in cui la stalker ha scoperto che l’ex aveva iniziato una nuova relazione, per lui la vita si è trasformata in un inferno. La trentanovenne, infatti, si è resa protagonista di numerosi raid a tarda sera a casa della vittima: non si è limitata (si fa per dire) agli insulti e alle invettive gridate in strada, ma ha suonato con insistenza il campanello dell’abitazione e ha tentato di scavalcare il cancello.
GRAFFI SULL’AUTO
I guai non sono finiti qui, perché – rientrando a casa – l’uomo ha ritrovato la sua automobile danneggiata da una serie di atti vandalici, in particolare profondi graffi sul cofano. In più occasioni sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, finché il cinquantottenne – ormai sfinito – ha deciso di formalizzare una denuncia. Nei confronti della donna è scattata l’accusa di atti persecutori, reato punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi: l’aggravante della pregressa relazione sentimentale prevede, in caso di condanna, un aumento della pena. Fatto sta che, a causa dell’ossessiva gelosia dell’indagata e delle continue vessazioni, l’uomo è stato costretto a cambiare abitudini di vita, anche nel timore di incontrare la ex. Il giudice, ritenendo fondate le accuse, ha accolto la richiesta della procura, anche alla luce del lampante pericolo di reiterazione del reato.
L’INTERROGATORIO
L’indagata potrà fornire la sua versione dei fatti nel corso dell’interrogatorio di garanzia in programma domattina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

