Perseguitata ragazza di 15 anni, 116 telefonate in un solo giorno

17 Aprile 2021

Finisce sotto accusa per stalking l’ex fidanzatino 19enne: il giudice fa scattare il divieto di avvicinamento L’amore era diventato ossessione: inviava poesie alla prof della giovane per fargliele leggere in classe

CHIETI. Le scriveva «Ti amo» ovunque. Il problema è che quell’amore è diventato presto ossessione, al punto tale da insistere affinché le videochiamate non venissero interrotte neppure durante la notte. «Così posso guardarti anche quando dormi», le diceva. Ma nel momento in cui lei, una ragazza teatina di 15 anni appena, ha detto basta e ha deciso di interrompere la relazione, il fidanzato di quattro anni più grande ha cominciato a perseguitarla: chiamate a valanga, fino a 116 al giorno; appostamenti anche vicino agli uffici della questura, dove la vittima e il papà erano andati a chiedere aiuto; persino la richiesta a un’insegnante della studentessa di leggere in classe una lettera d’amore scritta da lui. Una serie di comportamenti da codice penale che hanno fatto scattare le indagini dei poliziotti della squadra mobile di Chieti, guidati dal commissario Nicoletta Giuliante. Così, due giorni fa, il giudice Luca De Ninis – su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani – ha disposto nei confronti del 19enne, residente a Lanciano, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla minorenne e dai familiari.
L’indagato, che adesso dovrà mantenere una distanza di almeno 300 metri, non ha accettato la fine di quella relazione nata d’estate, al mare, e durata sette mesi. Il giovane, con lo scopo di convincere la ex a riallacciare il rapporto interrotto a gennaio, ha iniziato a contattare insistentemente non solo la ex, ma anche i suoi genitori, la sorellina e i compagni di scuola: continuava a fare pressioni affinché intercedessero per farli tornare insieme. Gli «atti persecutori» sono consistiti in decine di messaggi, sia sms che vocali, e in pedinamenti nei confronti della ragazza e dei suoi familiari, anche nei luoghi di lavoro di questi ultimi, il tutto finalizzato a un incontro con la giovane. Dopo il blocco delle telefonate che la vittima aveva attivato nei confronti dell’ex, l’indagato ha cominciato a fare continue telefonate anonime. Agli atti dell’inchiesta sono finiti anche i messaggi inviati nottetempo a un’insegnante della 15enne per convincerla a leggere in aula una poesia per la ragazza e inviata alla docente tramite sms. I genitori, in un primo momento, vista la giovane età del ragazzo e non volendolo denunciare, hanno più volte tentato di dissuaderlo. Poi, visto anche lo stato d’ansia e paura in cui era costretta a vivere la figlia, hanno incaricato un avvocato affinché invitasse lo stalker, bonariamente, a desistere. Non solo ogni tentativo è risultato vano, ma i pedinamenti e gli appostamenti sono diventati anche più frequenti. I genitori hanno chiesto più volte l’invio sul posto di una pattuglia quando il 19enne si presentava a Chieti, anche con frequenza quotidiana: pur non avendo un’auto si spostava con treno e bus. Gli accertamenti della seconda sezione della squadra mobile, specializzata per i reati contro la persona, in particolare per violenze di genere e in danno di minori, hanno permesso di ricostruire tutti gli episodi raccontati dalla vittima e dai suoi familiari.