Personale di Medicina, 6 positivi al test

26 Marzo 2020

Reparto in ginocchio: contagiati due medici, due infermieri e due operatori socio sanitari. Da Atessa arrivati altri 5 medici

LANCIANO. Due medici, due infermieri e due operatori socio sanitari positivi al Covid, altri in attesa dei risultati dei test come i pazienti ricoverati che attendono di capire se sono stati o meno infettati; Un’unità da bonificare. È la situazione nel reparto di Medicina dell’ospedale Renzetti dove si stanno facendo tamponi su tutto il personale grazie all’interesse dei coordinatori delle varie unità operative che tornano a chiedere alla Asl i dispositivi di sicurezza visto che c’è chi fa mascherine con la carta da forno.
MEDICINA. Tre medici malati, di cui due positivi al Covid così come due infermieri dei 9 in malattia; due operatori socio sanitari positivi e altri in attesa dei risultati dei tamponi e due pazienti con sospetto coronavirus. Il reparto di Medicina è in ginocchio dal punto di vista dei contagi del personale, come è accaduto giorni fa in Ortopedia, reparto chiuso dal 16 marzo scorso dopo l’epidemia scatenatasi tra i pazienti - due quelli deceduti - e il personale con tre medici contagiati, infermieri e operatori socio sanitari. «Purtroppo la situazione in Medicina è grave», dice il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), «ci sono in malattia tre medici, di cui due positivi al Covid, così come due infermieri e due oss; ci sono nove infermieri in attesa dei risultati dei test ma con i sintomi da Covid. Il personale che ancora rimane in reparto non ha dispositivi di protezione adeguati: addirittura ci sono operatori delle cooperative, che lavorano a stretto contatto con i malati per cura, igiene e assistenza, costretti ad arrangiarsi con mascherine create artigianalmente con la carta da forno, non ricevendo materiale idoneo. Inoltre, siamo in attesa anche dei risultati dei tamponi fatti ai pazienti. Non so cosa altro debba succedere affinché qualcuno dalla direzione generale della Asl si attivi per bloccare il reparto, o affinché sia lo stesso primario a chiudere la struttura per igienizzarla». Spetterebbe alla direzione sanitaria di presidio dare indicazioni ma questa è assente per malattia dal 9 marzo. «Nell’unità ci sono dei contagi tra il personale», spiegano dalla Asl, «mentre per quanto riguarda i pazienti ci sono solo due casi sospetti. Per tutti si è in attesa dei tamponi e solo quando avremo i risultati da Pescara possiamo procedere con il trasloco dei pazienti e la bonifica del reparto, che il personale comprensibilmente spaventato vuole sia chiuso. Nell’attesa si continua a lavorare grazie anche all’aiuto di 5 medici arrivati da Atessa».
I TAMPONI. Mancanza di dispositivi di sicurezza e contagi hanno spinto i coordinatori delle unità operative a procedere con i tamponi su tutto il personale. Fatti i dipendenti di sala operatoria, poliambulatorio, Dermatologia, Chirurgia, Utic, Cardiologia e Oculistica, a breve Endoscopia, Riabilitazione e Neurologia. Tamponi preparati in Patologia clinica e fatti dal personale interno che ora chiede al laboratorio di Pescara di avere risposte in tempi brevi e alla Asl adeguati dispositivi di sicurezza per poter lavorare.
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