Pescatore disperso nel fiume, nuovo appello dei familiari

Continua la lunga angoscia per Domenico Racanati. La figlia: «Chiedo alla Procura di Larino e al ministero di non fermarsi»
VASTO. Passano i giorni ma di Domenico Racanati, il marittimo 52enne di Bisceglie sparito dopo il crollo del Trigno il 2 aprile scorso, non c’è traccia. Quasi un mese di attesa e di angoscia per la famiglia. La figlia Angelica è tornata a rivolgere un appello sui social: «Mio padre, vittima del crollo del ponte Trigno non è solo un caso», ha detto la ragazza, «non è solo un’indagine. È una vita spezzata. È la mia vita. Chiedo alla Procura di Larino e al ministero di andare avanti nelle ricerche, senza fermarsi, senza perdere tempo. Le attività devono continuare con la massima attenzione. Ogni minuto che passa è un minuto in più senza verità. Non posso fermarmi. E nemmeno voi dovete farlo. Voglio sapere cosa è successo a mio padre. Voglio giustizia. La verità non può restare sotto le macerie».
Due giorni fa anche il fratello di Domenico, Alessandro Racanati, aveva rivolto un appello alle istituzioni. La famiglia spera che l’inizio dei lavori di rimozione delle macerie del ponte possa aiutarli a ritrovare il loro caro. A Bisceglie alcuni familiari sono intenzionati ad avviare una raccolta di firme per sollecitare le istituzioni a inviare prima possibile una gru per continuare a cerca il disperso e la sua auto. Finora l’acqua ha restituito soltanto alcune parti della vettura. Le ricerche, anche con l’ausilio di sub, hanno riguardato diversi tratti del fiume e si sono estese anche in mare.
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