Pescatori di frodo nel Sinello: sequestrata nassa abusiva

20 Febbraio 2018

GUILMI. Pescatori di frodo sempre in azione. A poco meno di quattro giorni dalla conclusione della campagna di ripopolamento delle trote della specie Fario nei principali fiumi del Chietino, nel...

GUILMI. Pescatori di frodo sempre in azione. A poco meno di quattro giorni dalla conclusione della campagna di ripopolamento delle trote della specie Fario nei principali fiumi del Chietino, nel corso di un servizio di vigilanza è stato scoperto l’ennesimo abuso. I vigilanti dell’Arci pesca Fisa - Comitato provinciale di Chieti, nel monitorare il fiume Sinello hanno trovato nei pressi di un’ansa una grossa nassa abusiva.
La scoperta degli agenti ittici ambientali è stata fatta, in località Fontanelli, vicino alla strada interpoderale per Guilmi e Roccaspinalveti.
«La nassa», confermano gli agenti, «era stata sistemata nel fiume per intrappolare i pesci». Non è detto che la rete fosse stata sistemata di recente. Al contrario, lo stato e le condizioni della nassa scoperta e tirata a secco fanno pensare a un posizionamento datato. «Non è escluso che la nassa sia stata sistemata a dicembre. Il suo posizionamento potrebbe risalire ad un periodo addirittura precedente il Natale. È probabile che i pescatori di frodo abbiano cercato di catturare anguille», annota l’Arci Fisa.
La nassa è stata immediatamente portata a riva e distrutta dagli agenti. La legge, com’è noto, non transige e vieta categoricamente il collocamento di reti, apparecchi fissi o mobili da pesca in fiumi, torrenti, canali e altri corpi idrici.
Nel Vastese però il malvezzo è duro a morire. I carabinieri forestali e gli agenti dell’Arci pesca cercano di tutelare l’ambiente e il territorio, con controlli continui, anche notturni.
L’attività di vigilanza ha l’obiettivo di far rispettare le norme in materia ittico-venatoria nelle acque interne, prevenire, scoraggiare e reprimere i fenomeni di bracconaggio.
Non è facile perch? i pescatori di frodo sono sempre in azione.
Negli ultimi anni i danni dei bracconieri alla fauna ittica che popola le acque dolci, sono sensibilmente diminuiti grazie proprio alle serrate attività di vigilanza e controllo portate avanti dalle autorità preposte. (p.c.)
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