Pestaggio per la giacca, sfilano i testimoni

CHIETI. Pestato perché indossava una giacca con il logo del Pescara calcio. È successo il 17 febbraio del 2015, durante il carnevale teatino, nei pressi di piazza Matteotti. A distanza di quasi tre...
CHIETI. Pestato perché indossava una giacca con il logo del Pescara calcio. È successo il 17 febbraio del 2015, durante il carnevale teatino, nei pressi di piazza Matteotti. A distanza di quasi tre anni, il processo a carico di uno dei due presunti responsabili dell’aggressione è arrivato alle battute finali. Ieri c’è stata la penultima udienza. Ad aggredire il pescarese allora ventenne furono otto persone, ma la polizia riuscì ad identificarne solo due. Uno, che ieri figurava tra i testimoni, è stato già processato e assolto. Il secondo è Daniele Petrelli, 29enne residente a Chieti nato a Campi Salentina, accusato di rapina. Oltre all’aggressione in mezzo alle maschere di carnevale, infatti, il gruppetto ha preso il giubbino con il logo del Pescara che conteneva anche il portafoglio del ragazzo con circa 200 euro all’interno. Dopo le botte, la vittima fu lasciata a terra in preda allo stordimento, fin quando non sono arrivati i soccorsi. Petrelli è assistito dall’avvocato Marco Di Giulio, mentre la pubblica accusa è sostenuta da Giancarlo Ciani. Secondo l’accusa non ci sono dubbi: il ragazzo si è procurato «un ingiusto profitto, con violenza consistita nel contenere al suo interno la somma contante di 200 euro», si legge nel capo d’imputazione a suo carico. Ma non c’è stata una individuazione certa dell’imputato. È certo invece che Petrelli era al carnevale ed era nelle vicinanze del ragazzo aggredito. Ieri hanno testimoniato sia i testi dell’accusa che quelli della difesa. I due amici che quel giorno erano con l’imputato, Mario De Marco e Andrea Fornarelli, hanno detto entrambi al giudice che erano al carnevale ma poi hanno visto della «confusione» e se ne sono andati. (a.i.)

