Pet coke, bloccato l’ampliamento dello stoccaggio

23 Dicembre 2015

La Regione stoppa il progetto della società Fratelli Nervegna Esulta il Wwf: scongiurato il pericolo di grave inquinamento

ORTONA. Sfuma il progetto della società Fratelli Nervegna relativo all'ampliamento stoccaggio del pet coke ad Ortona. Ed il Wwf esulta. In sede di audizione alla commissione di valutazione che si è tenuta a L'Aquila, il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, presieduto da Fabrizia Arduini, è riuscito ad ottenere lo stop al progetto. Ciò significa che quest'ultimo dovrà essere ripresentato e che la valutazione non sarà più un semplice screening coma la Va - Valutazione di assoggettabilità, ma una più puntuale e attenta come la Via - Valutazione di impatto ambientale. «Per raggiungere tale traguardo», fanno sapere dal Wwf, «è stato fondamentale il supporto e la presenza in audizione della geochimica Loredana Pompilio, e l’importante collaborazione di alcuni residenti nell’area interessata dallo stoccaggio, per tutti Alessandra Di Virgilio». Secondo gli ambientalisti quanto accaduto va considerato un passo importante, vitale per Ortona: «Ricordiamo che i due stoccaggi già approvati - Nervegna e Bonefra - seppur dislocati in aree differenti hanno il porto come punto di approdo e via Cervana come unica strada percorribile», aggiungono. «Il pet coke è polverulento, e la componente più insidiosa sono proprio le polveri fini e ultra fini. Esso contiene una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti (vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo e cloro. Le sostanze contenute nel pet coke oltre ad una tossicità intrinseca sono indicate anche come cancerogene e/o mutagene». È sempre il Wwf che, in aggiunta all'allarme lanciato, fornisce qualche dato relativo alla situazione di Ortona. Con l'ampliamento che per il momento è stato scongiurato, infatti, a detta dell'associazione del panda sarebbe transitato nell'area portuale un volume annuo di 56mila metri cubi. «Inoltre il porto di Ortona e via Cervana, non sono luoghi ameni e sperduti», proseguono gli ambientalisti, «essendo questi a ridosso della città e a fianco di una rinomata spiaggia, il Lido Saraceni. Migliaia di autotreni ogni anno, seppur telonati, aumentano esponenzialmente il fattore rischio. Stesso dicasi nell’area di stoccaggio, dove insiste uno splendido borgo rurale, sacrificato dall'incapacità pianificatoria delle amministrazioni passate, alla convivenza forzata con un area industriale di certo impatto». Nonostante tutto, però, l'amministrazione comunale sembra disinteressarsi della vicenda e l'associazione ambientalista lo fa notare: «Il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, insieme a molti residenti del borgo, registrano la totale assenza e disinteresse del comune di Ortona».