Petardo lanciato allo stadio, 28enne nei guai

7 Ottobre 2024

L’ultrà della curva Volpi è accusato pure del danneggiamento della pista di atletica dell’Angelini

CHIETI. Ha scagliato un grosso petardo e bruciato la pista di atletica dello stadio Guido Angelini. Un ultrà del Chieti calcio, Luigi Pesce, 28 anni, difeso dall’avvocato Italo Colaneri, è finito nei guai per danneggiamento e lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive, reati puniti – rispettivamente – con la reclusione da uno a cinque anni e da uno a quattro anni. Il pubblico ministero Giuseppe Falasca ha firmato il decreto di citazione a giudizio per l’udienza predibattimentale, in programma il 28 febbraio 2025. A incastrare Pesce sono state le indagini dei poliziotti della Digos.
L’episodio risale allo scorso 21 gennaio, quando i neroverdi hanno sfidato in casa il Roma City nell’ambito del campionato di serie D (girone F). Stando alle accuse, il giovane ha lanciato il petardo dagli spalti della curva Volpi sulla pista di atletica in materiale sintetico, procurando la bruciatura della sua superficie.
Poco più di un mese dopo, Pesce è stato uno dei tifosi che ha dato vita ai tafferugli all’esterno dello stadio in occasione del derby tra il Chieti e l’Avezzano: nei suoi confronti sono scattati sia il Daspo, vale a dire il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, che una denuncia alla procura della Repubblica. Il ventottenne, in base alla ricostruzione degli investigatori, ha staccato i tergicristalli di un’auto in sosta su viale Abruzzo per poi lanciarli contro i tifosi avversari. Il giorno successivo Pesce si è presentato nella caserma dei carabinieri di Chieti Scalo ammettendo di aver partecipato ai disordini. (g.let.)
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