Petizione contro i centri commerciali

La Tiberio invoca unità nella categoria: non possiamo permettere che i piccoli negozianti teatini vengano schiacciati
CHIETI. Confcommercio promuove a pieni voti la serrata di lunedì sera mentre un gruppo di commercianti autonomi che, sempre lunedì, ha affollato il Gran Caffè Vittoria, è pronto a costituirsi in un comitato ed a lanciare una raccolta firme per tentare di bloccare gli iter autorizzativi per i supermercati in procinto di essere realizzati in via Masci e in zona ex San Camillo.
Il commercio teatino resta in subbuglio all'indomani della mobilitazione della categoria voluta da Confcommercio e da un manipolo di esercenti teatini slegati dalle tradizionali sigle di categoria. Tutti si dicono contrari alle quattro nuove medie distribuzioni, una di queste, Eurospin, già inaugurata in viale Abruzzo allo Scalo. Confcommercio, nel dettaglio, sottolinea come alla serrata di lunedì sera, organizzata in collaborazione con il Wwf, abbia aderito quasi il 90% dei commercianti del centro storico e della vallata. Dove, almeno nelle zone centrali delle due anime cittadine, i negozianti, alle 18 in punto, hanno spento le luci ed hanno abbassato le saracinesche delle rispettive attività commerciali. «La nostra iniziativa è stata un successo malgrado siamo stati lasciati soli dalle altre associazioni di categoria che hanno snobbato, neanche troppo velatamente, la nostra serrata dimostrativa che, però, è stata al contrario molto apprezzata» afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti«da una categoria esasperata. Non a caso sono state superate divisioni dettate da individualismi e siamo riusciti a fare fronte comune com'è capitato raramente di vedere nell'ultimo decennio. Insieme siamo una forza politica ed economica con cui tutti dovranno fare i conti».
Un messaggio forte e chiaro recapitato, in particolare, al Comune invitato a voltare pagina sulle politiche di pianificazione commerciale.
«Sappiamo che con le liberalizzazioni si può costruire ovunque ma con un Piano urbanistico commerciale adeguato si potrebbero impedire speculazioni e investimenti doppion» aggiunge Tiberio «che stritolano i piccoli negozi di vicinato. Il nostro slogan è stato "senza commercio non c'è città" e lunedì sera si è capito che senza negozi la Chieti del futuro si presenterebbe ancor più spenta e quasi spettrale, priva anche dei servizi basilari come le farmacie. E' arrivato il moment» riprende Tiberio «di elaborare un nuovo modello di città in cui cittadini e imprese partecipano alle res-pubblica attraverso una compartecipazione urbana già adottata con successo da molte città italiane».
I commercianti che si sono riuniti al Caffè Vittoria, invece, torneranno ad incontrarsi lunedì allo Scalo e annunciano la costituzione di un comitato che li rappresenti oltre al lancio di una petizione popolare per bloccare le strutture commerciali che dovranno sorgere in via Masci e in zona ex San Camillo.
Jari Orsini

