Petizione per riaprire il distretto scalino

17 Dicembre 2019

Il comitato di Carapelle ha raccolto già 700 firme in pochi giorni: «Continueremo fino a gennaio»

CHIETI. Già 700 firme raccolte in pochi giorni e c’è ancora tempo fino a gennaio per raccoglierne altre. Il comitato apolitico ChietiscaloNoi di Camillo Carapelle ha intenzione di suffragare con la forza delle firme la richiesta di riaprire subito il distretto sanitario di via Delitio a Chieti Scalo. «Siamo stati noi del comitato a chiedere insistentemente alla Asl di chiudere la sede di via Delitio, ma solo a patto di trasferire il distretto in altra sede», dice Carapelle, «non volevamo affatto che lo Scalo, dove risiede la maggior parte della popolazione della città, restasse senza questa importante struttura. Chiedevamo soltanto che venisse trasferita in locali più idonei».
Il comitato ha cercato invano di parlare con il manager Asl Thomas Schael. Visto che la richiesta di incontro è stata disattesa, Carapelle ha deciso di riproporla a suon di firme. I cittadini sono stati invitati a firmare nella sede di piazzale Marconi al civico 3.
Il comitato si preoccupa anche della situazione che si è creata al distretto di Chieti alta, che ha dovuto assorbire l’utenza scalina: «Sappiamo che si sono creati molti disagi, perché la struttura non è in grado di far fronte alla nuova ondata di utenti. Senza parlare della carenza di parcheggi e del fatto che logisticamente è il territorio scalino quello più portato a ospitare strutture di questo genere: si pensi, ad esempio, a cosa può succedere se nevica. Chiediamo, per questo motivo, di riaprire il distretto scalino, almeno nei suoi servizi essenziali. E chiediamo di incontrare il nuovo direttore generale della Asl, perché non ci accontentiamo di parlargli per interposta persona. Chieti Scalo ospita circa 35mila residenti, a cui vanno aggiunti quelli dei paesi limitrofi che si recavano nel distretto scalino. A loro bisogna dare una risposta», conclude Carapelle. (a.i.)
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