Petrolio in crisi, l’allarme: «Posti di lavoro a rischio»

20 Agosto 2020

Dopo Yokohama i sindacati non escludono momenti difficili per altre aziende Petaccia (Cgil) avverte: servono politiche mirate o sarà dramma occupazionale

ORTONA. C’è il rischio di una vera e propria crisi occupazionale nel settore degli idrocarburi che potrebbe riversarsi in tutta la sua drammaticità nell’area ortonese, dove insistono numerose aziende di questo comparto o strettamente legate ad esso. Sono i sindacati ad avvertire: «Dopo Yokohama è tutt’altro che remota la possibilità di nuove vertenze». È un vero e proprio grido d’allarme quello che le parti sociali lanciano rivolgendosi anche alla classe politica affinché possa scongiurare un pericolo enorme per il territorio. «Ad Ortona sarebbe un dramma», commenta il coordinatore regionale della Filctem Cgil, Carlo Petaccia.
«La situazione attuale del sistema degli idrocarburi mi preoccupa», spiega il sindacalista. «C’è un loro contenimento ed una decrescita del consumo ed ora va gestita con intelligenza la fase di transizione verso le energie rinnovabili». È questo il nodo cruciale su cui l’esponente della Cgil pone l’accento. È un ragionamento ad ampio spettro quello del sindacalista, che riguarda l’intera politica energetica nazionale proiettata verso il green. Ma bisogna prestare attenzione: «La fase di transizione dalle energie fossili alle rinnovabili va gestita attraverso il gas», afferma Petaccia, «altrimenti per molte aziende ci saranno grossi problemi». E questo settore è tra quelli trainanti dell’economia ortonese.
«Dalle stime la città sta perdendo capacità attrattiva per il mondo del lavoro e uno dei poli che purtroppo stanno regredendo sempre di più è quello dell’oil&gas. Non voglio essere pessimista», prosegue Petaccia, «ma a breve molto probabilmente a Ortona potremmo assistere ad un’ulteriore crisi del settore idrocarburi. Non parlo solo di aziende direttamente coinvolte ma anche di quelle che gravitano attorno al comparto». Ecco che quindi servono delle misure per evitare che tutto ciò possa verificarsi.
Così, ad esempio, per il caso Yokohama, dalla segreteria regionale della Uiltec Uil è Riccardo De Feo a suggerire un passo da compiere: «Bisogna cercare di cambiare quel decreto che permette a questa multinazionale di licenziare per liquidazione e cessazione di attività», sostiene rivolgendosi alla classe politica. «È necessario farlo», continua, «prima che il decreto venga promulgato in legge. C’è il tempo sufficiente per cambiarlo».
Per quanto riguarda il Comune, l’amministrazione guidata da Leo Castiglione si è attivata con l’istituzione di un fondo per supportare nell’immediato chi da un giorno all’altro si trova senza più un reddito. Una misura di sostegno che vale per i lavoratori della Yokohama ma per chiunque dovesse ritrovarsi improvvisamente senza lavoro. Un impegno a cui hanno plaudito anche i sindacati, tuttavia la speranza è che si debba ricorrere il meno possibile alla misura.
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