Petrongolo operato alla testa Solo un miracolo può salvarlo

23 Luglio 2014

TORREVECCHIA TEATINA. Viene mantenuto in vita dalle macchine della rianimazione, nella speranza di un risveglio dal coma profondo in cui è caduto fin dal tragico incidente dell'altroieri mattina. La...

TORREVECCHIA TEATINA. Viene mantenuto in vita dalle macchine della rianimazione, nella speranza di un risveglio dal coma profondo in cui è caduto fin dal tragico incidente dell'altroieri mattina. La vita di Rocco Petrongolo è appesa a un filo anche dopo l'intervento chirurgico alla testa andato avanti fino a ieri notte al San Salvatore dell'Aquila, dove era stato trasportato in condizioni già disperate a bordo di un elicottero del 118.

Al grave trauma cranico si aggiungono diverse fratture agli arti e traumi da schiacciamento all'addome e al torace provocati dal ribaltamento del trattore che l'agricoltore in pensione stava guidando a pochi metri da casa in località San Pasquale, diretto alla presa di acqua per irrigazione del Consorzio di bonifica. Un quadro clinico, trapelato attraverso conoscenti e amici dei Petrongolo, che lascerebbe pochi spazi alla speranza nonostante la riserva di prognosi che i medici non intendono ovviamente sciogliere. La moglie Assunta insieme alle figlie Nadia e Patrizia e al genero Angelo sono rimasti a casa, in attesa, per quasi l'intera giornata di ieri. Un'attesa che porta i pensieri all'incidente su cui finora non c'è alcuna ricostruzione ufficiale. Forse uno slittamento imprevisto delle ruote motrici sull'asfalto reso umido dalle piogge della notte mentre il pensionato cercava di innestare una nuova marcia. Una reazione violenta del mezzo che aveva al traino una cisterna di alcune centinaia di litri, visto che il ribaltamento è stato inevitabile con un giro completo sull'asse longitudinale. E' durante la cappottata che il volante ha premuto sul torace di Petrongolo, mentre il capo sbatteva per terra. Qualcuno, a San Pasquale, ipotizza di un malore improvviso che avrebbe causato le perdita di controllo del trattore. E intanto si indulge ai ricordi. Come quelli della signora Claudia, da decenni vicina e amica di famiglia. «Di Rocco nessuno non può ricordare», ci racconta, «la sua mitezza, non si arrabbiava mai e era sempre disposto a aiutare gli altri». Poi la passione per i fiori, quelli che con l'acqua raccolta alla bonifica avrebbe innaffiato insieme alle primizie del suo orto.

Francesco Blasi