«Piana del Mulino, via le strutture abusive»

7 Aprile 2019

PIZZOFERRATO. «Abbattete le strutture lignee abusive in località Piana del Mulino». È quanto chiede il consigliere comunale di minoranza, Carmine Tarantini, con una richiesta indirizzata, tra gli...

PIZZOFERRATO. «Abbattete le strutture lignee abusive in località Piana del Mulino». È quanto chiede il consigliere comunale di minoranza, Carmine Tarantini, con una richiesta indirizzata, tra gli altri, al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, a quello dei beni e delle attività culturali, alla soprintendenza dei beni ambientali e alla procura della Repubblica presso il tribunale di Lanciano. La località Piana del Mulino interessa i comuni di Pizzoferrato e Gamberale e le strutture lignee alle quali fa riferimento Tarantini si riferiscono a quelle realizzate nell’ambito della realizzazione delle opere di valorizzazione ai fini turistici dell’asta fluviale del fiume Sangro. «Lo scorso 8 gennaio» sostiene Tarantini «il giudice del tribunale di Lanciano ha emesso sentenza “passata ingiudicata” di assoluzione “perché il fatto non sussiste” nei confronti di sette imputati chiamati in causa perché a vario titolo eseguivano, senza la prescritta autorizzazione paesaggistica e senza il nullaosta della competente soprintendenza, opere consistenti nella realizzazione di un impianto fotovoltaico di complessivi 2 megawatt circa, formalmente frazionato in due diversi impianti insistenti in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Dalla lettura dell’atto anzidetto, il giudice, nella sua precisa e puntuale analisi evidenzia le evidenti conflittualità emerse negli atti rispetto ai quali non risulta essere mai stata sollevata alcuna contestazione di falsità, tanto meno dalla locale procura della Repubblica sotto il profilo penale nei confronti dei funzionari pubblici che li avevano sottoscritti».
Tarantini sostiene che «l’ordine di demolizione non è una sanzione penale volta a punire il reo, ma è una disposizione necessaria a ripristinare lo stato dei luoghi e proteggere il territorio da opere non autorizzate e dunque abusive. Per questo motivo, a fronte della sua natura amministrativa, l'ordine di demolizione non si prescrive mai». (m.d.n.)