Piano di emergenza Verna: «Siamo in dirittura d’arrivo»

18 Novembre 2019

Il vicesindaco spiega i ritardi: «Vanno inserite le zone rosse» Massima allerta per via Corsea e il sottopasso di via Cuonzo

LANCIANO . Il piano di emergenza c’è, ma è del 2010. In giorni in cui le città sono sott’acqua, imperversano frane, allerte meteo continue e in cui si parla di prevenzione, lo strumento operativo per la prevenzione e per gestire le calamità, appunto il piano di emergenza di protezione civile, a Lanciano si scopre che non è aggiornato. La città, dove purtroppo frane, alluvioni e crolli si registrano da anni, non è tra i 10 comuni della provincia che ha aggiornato il piano alle linee guida 2018 come chiesto da Regione e prefettura. Non lo è sulla carta, ma il piano sarebbe stato aggiornato “nella pratica”. È stato ad esempio applicato, e sempre migliorato, dopo le alluvioni e le frane del 2012 e 2015, le nevicate e il terremoto del 2017 e l’ultima devastante alluvione del 22 giugno 2018. Non solo, ci sono state anche esercitazioni, persino la simulazione di un disastro ferroviario con oltre 100 tra morti e feriti nel 2018, a testare l’efficacia e l’efficienza del piano e quindi della macchina dei soccorsi.
Ma, se nella pratica il piano è testato e aggiornato, perché non è stato anche validato ad esempio in Consiglio? La risposta è che non è ancora completo: devono essere inserite le zone a rischio idraulico, emerse un anno fa. «Il piano di emergenza è del 2010 ma da allora continuiamo a lavorarci», precisa il vicesindaco Giacinto Verna, «sono stati fatti degli aggiornamenti; nel 2012 è stato aggiunto ad esempio l’elenco degli edifici strategici, poi sono stati redatti i piani aggiornati di allerta, abbiamo aumentato il numero dei funzionari di supporto, fatte e implementate anche le convenzioni con le organizzazioni di volontariato ufficiali della protezione civile. Avevamo avviato le procedure dell’aggiornamento nel 2015, poi sono state superate nel 2017 dopo la catastrofica nevicata e le scosse di terremoto, e nel 2018. Ci stiamo adeguando alle ultime linee guida, quelle del 2018, anno in cui in città si è aperto un altro fronte di pericolo oltre a quello idrogeologico e sismico: il rischio idraulico. E in base a questo rischio nel piano stiamo calando, come zone “rosse”, di massima allerta, ad esempio via Corsea, il sottopasso di piazza Cuonzo, l’incrocio tra via Ciriaci e via per Fossacesia». Non solo, nel piano bisogna inserire il Com, il nuovo Centro comunale di protezione civile fatto a Re di Coppe, ma si attende il collaudo; sono inserite le zone rosse a rischio idrogeologico di Santa Giusta, della scarpata a monte del parcheggio di via per Frisa e del Mercato coperto, la via per Orsogna, la frana sulla strada tra Torre Marino e Santa Maria dei Mesi, anche se si attendono i lavori, inseriti nel triennale, che potrebbero quindi farle uscire dal piano. «Parallelamente all’aggiornamento del piano», riprende Verna, «viaggia la procedura “Comunicare per Proteggere Lanciano”, che ci sta facendo creare un sistema di comunicazione volto a informare meglio i cittadini prima, durante e dopo le calamità naturali e a migliorare la comunicazione istituzionale tra i 10 comuni del Com. Nei primi mesi del 2020 contiamo di chiudere entrambe le procedure».
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