Piano per evitare i distacchi sulla riviera

La Regione da l’ok ai prelievi dal fiume Trigno, nell’impianto di San Salvo sarà potabilizzata l’acqua per uso domestico
VASTO . Dichiarato dalla Regione lo stato di calamità naturale per l'emergenza idrica nel Vastese e concesso il prelievo di acqua per uso civile dalla diga di Chiauci in deroga alla legge che consente l'utilizzo dell'acqua dell'invaso solo per le aziende e per l'uso irriguo. La giunta regionale ha accolto le richieste della Sasi autorizzando i prelievi sul fiume Trigno fino al 30 settembre. Nel frattempo il sindaco di Vasto, Francesco Menna, in una lunga lettera indirizzata ai parlamentari abruzzesi, al prefetto e alle autorità regionali, torna a sollecitare l'istituzione di un tavolo permanente mirato a reperire risorse economiche per la risoluzione dell’eterna emergenza idrica.
LA REGIONE. Il governo regionale ha evitato ieri la rivolta di villeggianti e residenti di Vasto Marina e San Salvo Marina. La giunta ha accolto le richieste della Sasi condivise dai sindaci. All'altezza di Lentella sarà prelevata acqua dal Trigno e sarà potabilizzata nell'impianto di San Salvo l'acqua a uso civile. L'acqua destinata alle aziende verrà prelevata e utilizzata grezza. «Da giorni sollecitavamo gli organi preposti», dice il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe, «per evitare che la situazione (come è successo) precipitasse. Intuibile il coro di proteste. La Sasi sta facendo tutto quanto è nelle proprie possibilità per ridurre il disagio». Il sindaco di Vasto da parte sua torna a sollecitare l'attenzione di tutti gli enti preposti, del governo nazionale e della prefettura. Lo fa con una lunga lettera che racconta il disagio di 100mila persone.
LA LETTERA DI MENNA. «Vasto», scrive Menna, «oltre alla siccità di questo periodo registra anche il problema della carenza di condutture di acque bianche che, quindi, determina lo sversamento delle acque piovane nelle fogne ed il fenomeno del cosiddetto “troppo pieno”, con conseguente allagamento dei quartieri: via Ciccarone, i quartieri San Paolo ed Incoronata, viale Giulio Cesare, ed altri ancora. All’esito della riunione del 17 febbraio scorso ho presentato la richiesta di istituzione di un tavolo tecnico permanente che, con cadenza periodica quantomeno trimestrale, si riunisca per monitorare la situazione e, al contempo, porre in essere un impegno collettivo volto a reperire risorse economiche finalizzate a realizzare interventi strutturali di carattere risolutivo.
Tale richiesta deve essere con forza reiterata oggi, nel pieno di una situazione drammatica per l’approvvigionamento della risorsa idrica captata dalla diga di Chiauci e, quindi, per le conseguenti ricadute negative che gravano sulle località costiere, maggiormente caratterizzate dall’accoglienza della popolazione turistica. Per questo chiedo alla Regione di finalizzare gli annunciati provvedimenti, di natura deliberativa ed ordinamentale, già assunti negli scorsi anni in situazioni simili dal presidente Luciano D’Alfonso, volti a derogare la normativa vigente in materia di captazione della risorsa idrica esclusivamente per il settore produttivo ed agricolo e, quindi, destinarla all’uso civile. L'auspicio è che dai rappresentanti del territorio presso il Governo nazionale e l’Istituzione parlamentare possa derivare un contributo determinante per la programmazione degli interventi necessari che, come comprensibile, avranno bisogno di una consistente copertura finanziaria, inscrivibile in seno alle risorse di provenienza Cipe e, soprattutto, nell’alveo delle progettazioni da finanziarsi con i nuovi strumenti europei varati».

