Piano regolatore portuale «Seguito l’iter previsto»

Gli esperti Di Pretoro e Nervegna replicano alle voci sulla bocciatura del Prp «Il progetto è sottoposto soltanto alle leggi esistenti quando fu approvato»
ORTONA. «Il Piano regolatore portuale c’è e ha seguito tutto l’iter previsto dalla normativa». Lo dicono Euclide Di Pretoro e Antonio Nervegna, consulenti del sindaco Vincenzo D’Ottavio in materia portuale. I due esperti fanno chiarezza circa le voci di una bocciatura del nuovo piano regolatore portuale da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Danno delle delucidazioni anche al fine «di sollecitare gli interventi necessari e in tempo utile, da parte delle istituzioni preposte, per evitare ulteriori ritardi allo sviluppo della portualità regionale con ulteriori gravi danni alle imprese e all’economia del territorio».
Nervegna e Di Pretoro dicono che il Consiglio superiore dei lavori pubblici, nel verbale dell’adunanza del 14 dicembre, dopo una premessa ampiamente positiva in merito alla qualità e all’iter seguito dal Piano, parla di un Prp che andrà ridefinito perché «sembrerebbe di fatto privilegiare un approccio locale, con scarso coordinamento con i porti limitrofi». Poi si legge che «andrà ridefinito poiché secondo le direttive ministeriali, ogni ritardo nel recepimento dei contenuti della riforma potrebbe tradursi in perdita di competitività internazionale del sistema portuale italiano». A supporto della decisione, il Consiglio superiore richiama la relazione n. 23/2016 della Corte dei Conti Europea a sostegno di una visione strategica sui finanziamenti delle opere, spesso rese inutili dalla presenza in porti vicini di infrastrutture simili. Detto questo, Nervegna e Di Pretoro mettono in evidenza «che il Prp è stato adottato dalla Capitaneria di porto il 22 giugno 2015 e trasmesso al Consiglio superiore il 14 luglio superando i limiti stabiliti nella regola del “silenzio assenso” previsto dall’art.4 della legge 84/94». Sempre Nervegna e Di Pretoro aggiungono che «il Piano, a conclusione dell’iter, non deve essere sottoposto alla nuova normativa ma a quella vigente al momento della sua adozione. Il richiamo alla relazione della Corte dei Conti Europea è del tutto fuori luogo, infatti il parere che deve esprimere il Consiglio superiore sul Prp non riguarda nessun finanziamento di opere, per i quali ben altri sono gli organismi istituzionali tenuti ad esprimersi in merito». Infine sulle ipotesi circolate riguardanti la possibilità della perdita dei finanziamenti del Masterplan per il porto in relazione al parere del Consiglio superiore sul nuovo Prp, i due esperti sono sicuri: «Occorre precisare», garantiscono, «che non esiste relazione alcuna tra i finanziamenti del Masterplan e il nuovo piano regolatore portuale».
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