Piano regolatore, tempi più lunghi La Regione attende il ricorso al Tar

6 Febbraio 2022

ATESSA. Si allungano i tempi per l’eventuale nomina di un commissario ad acta, richiesto dalla maggioranza guidata da Giulio Borrelli, che si assuma il compito di adottare la nuova variante al piano...

ATESSA. Si allungano i tempi per l’eventuale nomina di un commissario ad acta, richiesto dalla maggioranza guidata da Giulio Borrelli, che si assuma il compito di adottare la nuova variante al piano regolatore generale. La Regione prende tempo in attesa che i consiglieri di minoranza, Sara Cappellone, Nicola Cicchitti, Carmine Fioriti e Vincenzo Pellegrini, inoltrino un ricorso, così come da loro preannunciato, al Tar. Tutto questo a pochi mesi dalle elezio comunali e con alcune defezioni tra assessori e consiglieri all’interno della maggioranza. «Si ritiene opportuno sospendere ogni nostra determinazione in attesa della notifica del suddetto ricorso entro i termini prescritti dalla legge», questo scrive la Regione al sindaco.
Questi i fatti. La maggioranza, il 7 gennaio scorso, in un consiglio comunale in seconda convocazione, ha chiesto un commissario ad acta perché, pur essendo il Prg pronto per essere adottato, è stato riscontrato un possibile conflitto di interesse di 15 consiglieri su 17. I consiglieri comunali di minoranza, Cappellone, Cicchitti, Fioriti e Pellegrini, non ci stanno e invitano la Regione a non accogliere la richiesta della maggioranza preannunciando un ricorso al Tar. «La delibera stessa, di fatto», precisano i 4 consiglieri «inibisce il manus (la funzione, ndc) di consigliere comunale impedendo l’esercizio del potere deliberante nel consiglio comunale per dare corso alla variante del Prg».
Le eventuali incompatibilità sono state valutate dal responsabile del procedimento Maurizio Calabrese, dalla coordinatrice del piano Michela Giammarini, che si sono avvalsi del Suap. I 15 consiglieri, si precisa nella lettera inviata al direttore del Dipartimento territorio-ambiente della Regine, avrebbero una incompatibilità «per la ricomprensione di loro proprietà immobiliari (terreni o fabbricati), nonché dei loro coniugi, ascendenti e discendenti in linea retta, che ricadono nelle nuove “aree di azzonamento”, individuate dalla variante al Prg, si avrebbe il concreto rischio di vedere invalidato in toto lo strumento urbanistico oggetto di delibera consigliare». Per i quattro consiglieri, la disposizione in materia «in nessuna parte usa il termine “potenziale” ma richiede correlazione immediata e diretta con specifici interessi. Nella impostazione che si ritiene errata della delibera sarebbe sufficiente il potenziale conflitto d’interessi che deriverebbe dal solo fatto di essere titolare di proprietà all’interno del Comune».
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