Piano salvezza per Teateservizi Raimondi: crescerà la riscossione

L’assessore alle Partecipate illustra la strategia per rafforzare la società e mantenere i posti di lavoro «Con l’ingresso dei privati ci saranno utili in bilancio e un nuovo slancio nell’accertamento dei tributi»
CHIETI. «Se Teateservizi non è fallita è solo grazie al lavoro costante della giunta Ferrara. Il Comune di Chieti non ha la possibilità di svolgere in proprio i servizi pubblici gestiti dalla partecipata: Teateservizi, infatti, non si occupa solo di riscossione dei tributi municipali, ma anche dell’accertamento. Far fallire questa società e affidarsi a un ente diverso vorrebbe dire non avere più la garanzia delle attività di recupero crediti, soprattutto di quelli al limite dell’esigibilità, oltre a non mantenere i livelli occupazionali». Sono le parole di Enrico Raimondi, assessore alle Partecipate, che interviene nel dibattito sul salvataggio di Teateservizi per illustrare i motivi alla base della decisione di utilizzare tutti gli strumenti giuridici per garantire la continuità aziendale e salvare la municipalizzata dal fallimento chiesto dalla procura.
Già tre mesi fa è stato sottoscritto l’accordo territoriale per garantire la priorità di riassunzione ai lavoratori di Teateservizi. Il prossimo passaggio è la trasformazione della società, oggi al 100% pubblica, in una a capitale misto, con il 49% delle quote vendute a un’azienda esterna specializzata nella riscossione. «La gara a doppio oggetto», rileva Raimondi, «è coerente anche con il piano di risanamento. Il primo oggetto riguarda la cessione delle quote per far entrare il privato nel capitale sociale, in modo da allentare i vincoli concorrenziali e consentire di svolgere attività imprenditoriale, potendo conseguire utili superiori al 20% nei confronti di terzi, ad eccezione dei soci. Il secondo oggetto impegna chi subentra a svolgere la riscossione. I vantaggi sono diversi: dall’ingresso di capitali nuovi all’aumento della capacità di riscossione». «Questa è la nostra linea», chiosa l’assessore, «se poi forze sindacali o politiche hanno altre proposte, mettessero sul piatto degli atti, visto che finora non ci sono stati».
Raimondi ripercorre poi la cronistoria di Teateservizi, dal momento dell’insediamento del sindaco Diego Ferrara nell’ottobre 2020, quando «la società era in una situazione di stasi talmente radicata da non aver redatto i bilanci». Con la scelta dell’amministratore dell’epoca di sciogliere la società e con la successiva nomina del commissario liquidatore Luca Di Iorio, nelle more dell’istanza di fallimento richiesta dalla procura, il Comune «si è trovato di fronte a un bivio: o condannare la società al fallimento, mandando a casa i dipendenti e individuando un nuovo gestore per tributi, parcheggi e cimitero, oppure tentare il salvataggio», dice Raimondi ricordando la decisione del consiglio comunale del giugno 2022 con la quale si è scelto di imboccare la seconda strada, garantendo ai dipendenti di continuare a lavorare e «non perdere un solo giorno di stipendio». «Dal punto di vista giuridico l’unica procedura per evitare il fallimento è il concordato preventivo», argomenta l’assessore, «per questa ragione Di Iorio ha presentato il piano di risanamento contenuto nel piano concordatario, la cui domanda è stata già ritenuta ammissibile dal tribunale». L’udienza dei creditori è fissata il 16 settembre, mentre tra gli elementi chiesti dal commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi rientra il rinnovo quinquennale del contratto di servizio per l’intera durata del concordato, inviato nel fine settimana scorso.
«Con la deliberazione della Corte dei conti che ha cristallizzato la situazione debitoria creatasi dal 2012 al 2018», prosegue Raimondi, «abbiamo scelto di non fare ricorso e dichiarare il dissesto. Questo comporta che non abbiamo la disponibilità del bilancio di previsione, ma dobbiamo vararne uno strutturalmente riequilibrato che dovrà poi essere approvato dal ministero». Il cambio di scenario ha comportato la richiesta, fatta al liquidatore, di rimodulare il piano di concordato e i parametri degli aggi, come deliberato durante l’assemblea dei soci di Teateservizi. «Ma siamo negli ambiti previsti dalla legge, visto che fino a 15 giorni prima dell’adunanza dei creditori c’è la possibilità di cambiare le modalità del concordato», conclude Raimondi sottolineando come «le dichiarazioni dell’opposizione, dell’ex sindaco Di Primio e del gruppo di Mauro Febbo sulla Teateservizi rasentino il ridicolo» visto che «si sta cercando di risanare un Comune portato al collasso proprio da loro».
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