Piano traffico ancora fermo «Ma si costruiscono i rondò»

26 Maggio 2015

LANCIANO. Sono passati due anni dall’adozione del Piano generale del traffico urbano e dalla presentazione delle osservazioni da parte di cittadini, portatori di interesse e associazioni, ma il...

LANCIANO. Sono passati due anni dall’adozione del Piano generale del traffico urbano e dalla presentazione delle osservazioni da parte di cittadini, portatori di interesse e associazioni, ma il progetto per regolare la mobilità urbana resta ancora inapplicato. A rimarcare l’assenza di programmazione del traffico è Antonello Di Campli Finore, coordinatore cittadino e responsabile regionale del movimento politico Ali (Alleanza liberaldemocratica per l’Italia) che aveva presentato numerose osservazioni due anni fa.

«Il Pgtu è fermo», sottolinea, «il 18 luglio 2013 è scaduto il termine per la presentazione delle osservazioni, poi non si è saputo più nulla. Le osservazioni devono essere controdedotte e discusse in consiglio comunale, ma l’assemblea civica non è stata mai convocata: perché? Non è ben chiaro se il ritardo è per la mancanza di fondi per la realizzazione delle opere elencate o siamo in attesa degli sviluppi dell’iter del Piano regolatore generale. Resta il fatto che si continua a portare avanti opere e cambiamenti senza l’approvazione di un piano e senza una visione integrale delle soluzioni».

Il riferimento è ad alcuni interventi, come le rotonde in vari punti della città, la progettazione di piste ciclabili e cambio di viabilità e delle soste in alcune strade, il provvedimento di zona a traffico limitato nel centro storico che nel corso degli ultimi due anni hanno preso forma senza che il Piano del traffico fosse applicato. E restano diverse incongruenze nella pianificazione a firma della società Tps di Perugia a cui l’assessore al traffico, Pino Valente, ha affidato lo studio e la redazione del Pgtu.

«È un piano monco», rimarca Di Campli Finore, «senza la collaborazione dei comuni vicini in vista di una città metropolitana, mancano centri di interscambio la intermodalità dei veicoli, tra cui i mezzi pesanti. Altra pecca sono le rotonde: nello stesso Pgtu si evidenzia che 35 incidenti su 80 avvengono in prossimità dei rondò, ma si continua a progettarli. Ancora: le piste ciclabili», insiste l’esponente di Ali, «hanno senso solo se possono essere usate efficacemente durante tutto l’anno: il vero metodo per favorire la mobilità lenta e ciclopedonale, è la diminuzione del traffico e dello smog, non realizzare piste a sè stanti. Infine, come si procederà nei prossimi tre anni? Esiste una copertura economica, un intervento di privati? Tutte domande rimaste senza risposta».

Daria De Laurentiis

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