Piazza Carafa, mille firme anti cemento

4 Novembre 2015

Petizione di “Chieti Scalo Centro”: no alla costruzione del palazzo. Contrari anche M5S e Raimondi, oggi il consiglio

CHIETI. Mille e quindici firme per dire “no” ad una nuova colata di cemento in piazza Carafa. Sono state protocollate ieri mattina da Roberto Di Monte, ex candidato sindaco della civica “Rinnoviamo Chieti” nonché presidente di “Chieti Scalo Centro”, comitato di quartiere contrario al progetto di riqualificazione urbana promosso dal Comune per piazza Carafa e oggetto dell’odierno consiglio comunale. L’assemblea cittadina sarà chiamata ad approvare la variante urbanistica che cambierà la destinazione d’uso dell’ex ufficio postale di piazza Carafa e dello stabile di fianco adibito tra le altre cose, in passato, ad asilo nido. Il provvedimento urbanistico serve per non perdere i 2 milioni e 545 mila euro di finanziamenti, statali e regionali, previsti dal Piano urbano complesso (Puc) dal momento che bisogna chiudere la partita della gara d’appalto, consegna dei lavori compresa, entro il 31 dicembre. Ma i residenti della zona non sono d’accordo ed hanno avviato, da mesi, una raccolta firme protocollata ieri da Di Monte. Gli abitanti di piazza Carafa e dintorni hanno trovato anche sostegno dalla politica cittadina incassando la solidarietà del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Ottavio Argenio, e del collega di opposizione Enrico Raimondi, esponente di L’Altra Chieti. Entrambi criticano le scelte dell’ente e annunciano battaglia nel consiglio odierno. «Dai documenti che ci sono stati forniti il Movimento 5 Stelle ha accertato, nonostante i proclami del sindaco che a parole non vuole una Chieti divisa, come Chieti Scalo continui ad essere», attacca Argenio, «il luogo preferito per scaricare colate di cemento da destinare all’edilizia popolare. Peraltro il progetto da realizzare a Piazza Carafa interviene in un territorio che, già a seguito della variante al Prg del 2008, era stato indicato come carente degli standard urbanistici e, pertanto, doveva essere destinato ad ospitare solo ed esclusivamente servizi per i cittadini, dal verde pubblico agli uffici e ai luoghi di aggregazione. L’esatto contrario di ciò che avverrà». Questo perché il consiglio odierno approverà il cambio di destinazione d’uso dell’immobile che ha ospitato anche un asilo nido, pronto ad accogliere 15 alloggi, dislocati su 5 piani, di edilizia sovvenzionata e, nell’immediato, una palazzina residenziale con 8 alloggi, 8 garage e 6 posti auto privati. Nell’ex ufficio postale, invece, al primo piano è in corso di realizzazione un asilo, con altri fondi regionali, mentre nei tre piani superiori dovranno sorgere 9 appartamenti a canone concordato. «Vogliamo che l’ex asilo nido resti un’area di servizi per il quartiere», spiega Di Monte, «e che nell’ex ufficio postale non vengano realizzati nuovi appartamenti». Enrico Raimondi sentenzia: «Il progetto che la giunta vuol fare passare come di riqualificazione urbana di Piazza Carafa è, in realtà, un progetto di dequalificazione urbana».