Piazza Garibaldi, chiosco a fuoco Il titolare: «Piromani vigliacchi»

L’arrivo dei pompieri evita che le fiamme avvolgano l’intera struttura e quattro bambole di gas Il proprietario De Angelis: «Non ho mai ricevuto minacce». I danni sono ingenti, indaga la polizia
CHIETI. «Sono dei vigliacci», dice Giacomo De Angelis, con le mani sporche di fuliggine, mentre indica il suo chiosco incendiato nella notte da due uomini incappucciati. Ora è la polizia a indagare per dare un volto a chi ha danneggiato gravemente la paninoteca “La villetta” di piazza Garibaldi, cuore del centro storico di Chieti, a due passi dalla caserma Spinucci, dove sono ospitati anche alcuni uffici distaccati della questura. I piromani sono stati visti fuggire verso l’ospedale vecchio, con una tanica di plastica in mano, da due testimoni: non è da escludere che siano stati ripresi anche dalle telecamere di qualche attività di via Valignani e dintorni.
Il primo a intervenire, con un secchio pieno d’acqua, è stato un amico del titolare. Nessun dubbio sull’origine dolosa del rogo: solo l’arrivo tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato che le fiamme avvolgessero l’intera struttura in legno e che, soprattutto, potessero raggiungere le quattro bombole di gas presenti sul retro. L’incendio è stato appiccato verso le 2.30 in tre punti, ovvero all’ingresso e sotto due finestre che si affacciano sulla strada. E sembra che uno dei due attentatori sia rimasto ustionato a un piede mentre scappava, almeno stando al racconto di uno dei testimoni.
«Non so chi possa essere stato, non ho nessun sospetto», dice De Angelis, 62 anni, di cui gli ultimi 13 trascorsi nel chiosco in cui si può cenare tutte le sere con panini, arrosticini e kebab. «L’ho detto anche alla polizia: non ho mai ricevuto minacce, né ho litigato con qualcuno», racconta Giacomo all’uscita dagli uffici della questura, dove ha formalizzato la denuncia accompagnato dal suo avvocato Edgardo Ionata. «In tanti anni di attività non ho avuto problemi con nessuno. Al tempo stesso è evidente che è stata una cosa mirata. Dopo questo “regalo”, fatto da gente vigliacca, mi rimboccherò le maniche. L’unica consolazione è che, almeno, sono assicurato. I danni sono sicuramente ingenti, ma è ancora presto per fare una stima». In tanti hanno telefonato a Giacomo e pubblicato messaggi di incoraggiamento sulla sua pagina Facebook. «Ringrazio tutti per la solidarietà: chi mi conosce sa che non mollo fino alla fine».
Ad avviare i primi accertamenti sono stati i poliziotti della squadra volante, diretti dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico, e quelli della scientifica. I dettagli notati dai due testimoni potrebbero essere fondamentali per l’identificazione dei malviventi. Adesso ad occuparsi dell’inchiesta è la squadra mobile di Chieti, guidata dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio. Scartata l’ipotesi del racket, il movente resta un giallo. Anche perché il titolare della paninoteca ha escluso categoricamente che qualcuno possa nutrire sentimenti di vendetta nei suoi confronti. Una cosa è certa: servirà più di una settimana per riaprire la paninoteca, perché le fiamme e il fumo hanno danneggiato pesantemente anche il tetto e gli interni.
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