Picchetto d’onore e lacrime per l’addio all’ispettore

13 Settembre 2019

Chieti. Folla in cattedrale per il poliziotto Giancarlo De Santis, morto a 58 anni Il prefetto Barbato e il questore Borzacchiello si stringono al dolore dei 3 figli

CHIETI. Folla, lacrime e picchetto d’onore, nella cattedrale di San Giustino, per l’ultimo saluto a Giancarlo De Santis, il poliziotto della squadra mobile di Chieti, originario della Marsica, morto a 58 anni per una terribile malattia. In chiesa, ieri pomeriggio, c’erano anche il prefetto Giacomo Barbato, il questore Ruggiero Borzacchiello, i vertici abruzzesi della polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine e tanti colleghi che hanno apprezzato, in quarant’anni di carriera, le qualità di un poliziotto che amava il suo lavoro come pochi. A portare a spalla la bara di Giancarlo sono stati i poliziotti della squadra mobile, che si sono stretti attorno al dolore dei figli Samuele e Federico, poliziotti anche loro, e al più piccolo, Carlo, otto anni appena. Federico è entrato in chiesa portando un cuscino con il berretto d’ordinanza e le medaglie e le onorificenze ottenute dal papà. Il vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, capo della squadra mobile di Chieti, ha letto sul pulpito un ricordo di Giancarlo, descritto dai colleghi come «un uomo, un amico, un poliziotto d’altri tempi, un padre esemplare. Un uomo dal cuore immenso, sempre pronto ad aiutare gli altri, onesto, ligio al dovere, fiero e orgoglioso dell’uniforme che indossava». Nel corso della sua carriera, De Santis ha lavorato anche a Moena (soccorso alpino della polizia) e alla sottosezione della Stradale di Ortona.
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