Picchia e terrorizza i genitori, a processo

Un 51enne costringe il padre e la madre a barricarsi in camera da letto per sfuggire alle botte: insulti e minacce di morte
CHIETI. Picchia e terrorizza gli anziani genitori fino a costringerli a barricarsi in camera da letto per sfuggire alle botte. R.D.T., 51 anni, attualmente sottoposto alla misura della libertà vigilata, si ritrova sotto processo davanti al giudice Andrea Di Berardino: è accusato di maltrattamenti in famiglia. Le vittime sono un pensionato di 81 anni e la moglie di 79: il loro incubo è andato avanti fino all’ottobre del 2018.
Un calvario quotidiano, quello subìto dalla coppia, consistito «in continue vessazioni fisiche e psicologiche», ricostruisce il pm titolare del fascicolo, Marika Ponziani. Quei genitori hanno fatto di tutto per salvare il figlio, ma alla fine la vicenda è arrivata all’attenzione dei carabinieri. R.D.T. riempiva di parolacce entrambi, «umiliandoli e ingiuriandoli». La situazione, con il passare delle settimane, è peggiorata fino a diventare insostenibile. Non si contano «le aggressioni fisiche e verbali con minacce di morte e di danni alla persona». Il 51enne tornava a casa fuori di sé sempre più spesso: le violenze, riassume la procura nel capo d’imputazione, scattavano «in occasione di scoppi d’ira immotivati e aggravati dal frequente stato di ubriachezza». Non solo grida e pesanti offese verso i due anziani: l’imputato «danneggiava mobili e suppellettili dell’abitazione» di Francavilla. L’uomo – è la conclusione a cui arriva l’accusa – ha provocato «ai genitori un perdurante stato di timore». Non a caso, in più occasioni, i coniugi sono stati costretti a chiudersi a chiave in camera da letto per evitare l’ennesimo pestaggio. Già in passato l’imputato era finito nei guai per vicende analoghe: adesso rischia una condanna pesante in tribunale.
Sono sempre più frequenti le storie di violenze in famiglia che arrivano a palazzo di giustizia. Qualche settimana fa, un giovane di 29 anni, imputato di estorsione, è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione con il rito abbreviato: costringeva i genitori a consegnargli i soldi per comprare alcol e droga. E se loro si opponevano, partivano schiaffi, pugni e minacce di morte. Il giovane chiedeva ai genitori somme fra 5 e 15 euro: alla fine sono stati proprio il padre e la madre, stanchi delle botte, a denunciarlo. «Purtroppo nostro figlio da molti anni fa uso di alcol e droga», hanno raccontato i genitori ai carabinieri della stazione di Francavilla, che hanno condotto le indagini. «Quando è in astinenza, diventa molto nervoso e violento. Stiamo cercando in ogni modo di farlo curare, ma senza alcun esito. Nel momento in cui non ottiene denaro da noi, sfoga la sua ira contro le porte, i mobili e gli oggetti di vetro».

