Picchia la compagna a Senigallia: arrestato un teatino di 50 anni

10 Gennaio 2024

SENIGALLIA. Un teatino di 50 anni è stato arrestato dai carabinieri a Senigallia con l’accusa di aver picchiato e ferito la compagna. Ma il giudice del tribunale di Ancona lo ha rimesso in libertà,...

SENIGALLIA. Un teatino di 50 anni è stato arrestato dai carabinieri a Senigallia con l’accusa di aver picchiato e ferito la compagna. Ma il giudice del tribunale di Ancona lo ha rimesso in libertà, ritenendo che il provvedimento non sia stato adottato in flagranza di reato. L’uomo resta comunque indagato per lesioni aggravate. Le condizioni della vittima non sono state ritenute gravi dai medici, che l’hanno dimessa dall’ospedale con una prognosi di cinque giorni per un trauma cranico non commotivo.
L’AGGRESSIONE
Tutto è cominciato lunedì pomeriggio, quando la donna ha chiesto aiuto al 112, raccontando che l’uomo con il quale la relazione era ormai giunta al capolinea l’aveva appena aggredita. I militari del Radiomobile si sono precipitati nell’appartamento, trovandosi davanti una scena preoccupante: la donna riferiva di avere dolore alla testa, mentre la cucina era tutta sporca di sangue. La vittima è stata immediatamente soccorsa. L’aggressore, che nel frattempo si era allontanato di casa, è stato arrestato di fronte all’ospedale, non appena è sceso da un’ambulanza: fin da subito è apparso evidente che fosse ubriaco. A quel punto è stato possibile accertare che il sangue trovato nell’abitazione non era della donna ma del cinquantenne che, durante il litigio, si era procurato alcuni tagli a causa di un piatto e di un bicchiere andati in frantumi. L’uomo è finito in ogni caso in manette, considerando le lesioni – sia pur lievi – riportate dalla donna e il racconto di quest’ultima.
L’UDIENZA
Ieri mattina l’arrestato è comparso davanti al giudice Francesca Grassi. Il cinquantenne non ha negato di aver esagerato con l’alcol, ma ha respinto l’accusa di aver provocato volontariamente le lesioni alla compagna. In base alla tesi difensiva, lui l’ha spinta per allontanarla da sé, visto che voleva lasciare l’abitazione e che anche nei giorni precedenti lei aveva alzato le mani. Il giudice non ha convalidato l’arresto e l’uomo, al termine dell’udienza a palazzo di giustizia, è tornato in libertà. (g.let.)
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