Picchia la compagna incinta di tre mesi

17 Febbraio 2021

Un teatino di 48 anni finisce sotto processo: è accusato di aver preso la donna a schiaffi e testate per motivi di gelosia

CHIETI. È accusato di aver picchiato la compagna, anche durante la gravidanza, per motivi di gelosia. Un teatino di 48 anni è finito sotto processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali: il gup Luca De Ninis lo ha rinviato a giudizio su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani. La prima udienza è stata fissata al prossimo 8 novembre. La donna, assistita dall’avvocato Emanuele Iezzi, si è costituita parte civile e chiede 5mila euro di risarcimento. L’imputato, difeso dall’avvocato Dario Marrocco, respinge invece le accuse.
Per la procura, l’uomo ha sottoposto la convivente a vessazioni fisiche e psicologiche. Più nel dettaglio, in occasione di litigi dovuti a futili motivi, l’avrebbe aggredita colpendola con pugni, schiaffi e anche una testata. Non solo: l’avrebbe umiliata in un luogo pubblico, ovvero un bar, davanti ad altre persone.
La vittima, che ha anche un figlio nato da una precedente relazione, si è rivolta alla polizia lo scorso agosto. Davanti agli agenti, ha raccontato che la storia con il 48enne è andata avanti per tre anni: «Fin dall’inizio, lui è stato violento per motivi di gelosia verso il mio ex compagno, nonostante io contattassi quest’ultimo esclusivamente per l’affidamento di nostro figlio. Quando sono rimasta incinta, al terzo mese di gravidanza, avevo avuto l’ennesima lite perché mi ero accorta che aveva rubato il denaro che serviva per pagare una bolletta di 700 euro. Per questo episodio, avendogli chiesto perentoriamente di andare a vivere fuori di casa, quando ero al letto mi ha compresso improvvisamente il cuscino sul viso e mi ha colpito più volte in faccia».
All’indomani, sempre in base alla denuncia, l’uomo ha lasciato l’appartamento per due o tre mesi. «Poi, per il benessere della figlia che portavo in grembo, siamo tornati a vivere insieme. Durante la gravidanza ho ricevuto ancora qualche schiaffo mentre mangiavamo insieme in alcuni locali pubblici».
Le aggressioni, dunque, sarebbero state più di una: «Nell’agosto del 2019, mi sono accorta che non pagava l’affitto dell’appartamento dove attualmente vivo, per questo ne è nata una discussione culminata con schiaffi e pugni». In un’altra occasione, in cui è intervenuta la polizia, la donna sarebbe stata colpita con una testata, a seguito della quale è stata medicata in ospedale.
L’ultimo episodio denunciato dalla vittima risale al giorno precedente alla querela: «Ero al bar in compagnia di alcuni amici quando lui è entrato improvvisamente insieme a nostra figlia, strillando che io non volevo stare con la bambina e che non sono una brava mamma».
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