Picchia la ex e la spia con il gps: condannato a due anni e mezzo

9 Ottobre 2022

La donna perseguitata e aggredita da un 52enne, nella sua auto travato anche un geolocalizzatore L’avvocato della vittima: «Una sentenza che rende giustizia, tempi più brevi con la nuova legge» 

VASTO . Due anni e mezzo di reclusione e il divieto ad avvicinarsi alla ex. La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato venerdì sera la pena per un 52enne di Vasto che ha trasformato la vita della ex moglie in un inferno. Aggressioni fisiche, minacce con un coltello e perfino l’utilizzo del gps nascosto nell’auto di lei. L’uomo è stato il primo denunciato alla procura di Vasto con la nuova legge sul cosiddetto “codice rosso”. Ad aprile il giudice del tribunale di Vasto, Stefania Izzi, lo aveva condannato in primo grado a due anni e mezzo. La Corte d’appello ha confermato la pena.
L’uomo aveva trasformato la vita della ex moglie in un incubo fino a quando due anni fa, la vittima aveva avuto il coraggio di denunciare. Informata la Procura, il pm dell’epoca, Vincenzo Pecoraro, aveva deciso di applicare immediatamente il codice rosso. Le indagini sono durate solo 5 mesi e le condanne sono arrivate in tempi decisamente più rapidi. «Sono soddisfatto e felice per la conferma della pena», ha dichiarato il legale della parte civile, l’avvocato Francesco Bitritto. «Non avevo dubbi sul fatto che la Corte confermasse tutti i capi di imputazione: maltrattamenti, stalking, violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e lesioni aggravate».
In appello è stato ricostruito il calvario della vittima. Una storia fatta di lacrime e sofferenze a seguito delle quali il 21 gennaio 2020 era stata applicata la misura dell’allontanamento. Nonostante questo, l’uomo aveva continuato a ossessionare la ex moglie con messaggi telefonici e pedinamenti documentati dalla vittima. A fine febbraio per lui era stata disposta la misura cautelare in carcere. Dalle indagini, gli investigatori avevano scoperto oltre mille messaggi inviati dall’imputato alla ex in poche settimane, ma anche aggressioni fisiche (in privato e in luogo pubblico), minacce con un coltello e gps nascosti dentro la macchina. Più volte, con un duplicato delle chiavi, aveva preso e nascosto l’auto della ex. Altre volte aveva raggiunto la donna sul posto di lavoro per vedere se effettivamente fosse impegnata nel suo impiego. Non contento aveva cercato di intimidire tutti le amiche e le persone vicine alle vittima.
Lei stessa, appresa la sentenza ha tirato un sospiro di sollievo: «Rende giustizia alle donne», ha sostenuto l’avvocato Bitritto, «è una vittoria che deve ridare coraggio a tante donne che ritenendo troppo lunghi i tempi della giustizia spesso non denunciano. Grazie al codice rosso e alla grande attenzione della magistratura ora la mia cliente potrà tornare a vivere serenamente».
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