Picchia la moglie: 3 anni di carcere
Anche le figlie costrette ad assistere alle continue vessazioni
SANTA MARIA IMBARO. Schiaffeggiava la moglie, la offendeva e la teneva in scacco. E costringeva le tre figlie, di 2, 4 e 7 anni ad assistere alle vessazioni fatte subire alla madre. Così, con l’accusa di maltrattamenti, è stato condannato con rito abbreviato O.C., albanese 35enne, residente a Santa Maria Imbaro (indichiamo solo le iniziali per tutelare le figlie minorenni).
Il giudice Marina Valente ha ritenuto l’uomo, in carcere, colpevole e ha accolto la richiesta di condanna da parte del sostituto procuratore Rosaria Vecchi.
Il magistrato aveva chiesto 4 anni di reclusione, il giudice ne ha assegnati tre.
“Maltrattava la moglie e le tre figlie”, ha sostenuto l’accusa, “la prima con continue vessazioni fisiche e morali e costringendo le figlie ad assistere alle ripetute vessazioni subite dalla loro madre”. In particolare l’uomo avrebbe più volte schiaffeggiato la moglie.
L’avrebbe picchiata per gelosia o perché rincasava con ritardo. L’avrebbe minacciata e offesa. Inoltre la teneva in costante stato di paura e agitazione perché negli scatti d’ira che aveva, oltre alle botte, agli schiaffi, danneggiava mobili, elettrodomestici, perfino un muretto.
Spesso costringeva le figlie piccole ad assistere atterrite a schiaffi e offese. Dopo una delle ultime sfuriate la donna aveva sporto denuncia, poi ritirata. Ma per questi reati la Procura procede d’ufficio.
Da qui il processo con rito abbreviato e la condanna a tre anni di reclusione. (t.d.r.)
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