Picchia la moglie per anni «Se lo racconti a qualcuno, ti butto giù dal quinto piano»

7 Agosto 2023

Il pm chiede il processo per un camionista 48enne accusato di maltrattamenti Minacce di morte, pugni, schiaffi e oggetti lanciati contro per i motivi più banali 

CHIETI. L’ha umiliata, picchiata e insultata per anni. «Se lo racconti a qualcuno, ti butto giù dal quinto piano», la terrorizzava. Ma lei ha avuto il coraggio di denunciare il marito. E quell’uomo violento, un camionista teatino di 48 anni, di cui non indichiamo il nome per tutelare l’identità della vittima, rischia ora di finire sotto processo: deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali pluriaggravate. Il sostituto procuratore Marika Ponziani, dopo le indagini condotte dalla squadra mobile di Chieti (diretta dal vice questore Miriam D’Anastasio), ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza preliminare, davanti al giudice Andrea Di Berardino, è in programma il prossimo 13 settembre. L’imputato, difeso dall’avvocato Monica D’Amico, avrà l’opportunità di fornire la sua versione dei fatti e respingere le accuse. La donna, assistita dall’avvocato Marco Femminella, potrà costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento dei danni.
LA DENUNCIA
È il 2 maggio dello scorso anno quando la vittima vuota il sacco davanti ai poliziotti della seconda sezione della Mobile. «Ho iniziato a frequentare mio marito nell’estate del 2018 e, il successivo mese di dicembre, siamo andati a convivere», è la premessa di Francesca (nome di fantasia). «I problemi con lui sono cominciati fin da subito, a causa del suo lavoro da camionista che lo portava a restare fuori Chieti dal lunedì al venerdì sera. Quando era a casa e comunque io non lavoravo, cercavo di fare di tutto affinché passassimo del tempo insieme. Ma lui preferiva uscire con i suoi amici e, quando io gli chiedevo spiegazioni in merito, si alterava iniziando ad urlarmi contro parole del tipo: “Non capisci niente” (e altri insulti irripetibili, ndr). A volte mi dava anche degli spintoni. In un paio di occasioni, mi ha pure aggredita fisicamente colpendomi con degli schiaffi e tirandomi i capelli».
IL MATRIMONIO
Nel settembre 2019, la coppia si è sposata con il rito civile. «Dopo un periodo relativamente tranquillo di circa tre mesi», prosegue Francesca, «ha ripreso i suoi atteggiamenti violenti che si innescavano quando io gli chiedevo di passare più tempo con me. Alle richieste sul perché di questo suo comportamento, lui iniziava ad offendermi con una serie di parolacce. Alle offese, che rivolgeva anche ad alcuni miei familiari, seguivano quasi sempre spintoni e tirate di capelli. Questi episodi si verificavano solitamente il sabato, ogni due settimane».
LE AGGRESSIONI
Francesca racconta nella denuncia anche alcuni episodi specifici. «Il giorno del nostro primo anniversario», mette a verbale, «dovevamo andare al ristorante per festeggiare la ricorrenza. Abbiamo iniziato a discutere, perché mio marito voleva uscire come al solito con i suoi amici e ha gridato contro di me insulti di ogni genere». E ancora: «In un’altra occasione, di ritorno da una cena con amici, mentre eravamo in macchina, io facevo notare a mio marito le mancanze che aveva avuto nei miei confronti. Ma lui, non accettando assolutamente di essere ripreso da me, si alterava e iniziava a tirare dapprima dei pugni sul cruscotto dell’auto. Quando gli dicevo che non c’era motivo di reagire così, mi rispondeva che non avevo diritto di parlare e mi tirava schiaffi e pugni mentre era comunque impegnato alla guida. Uno dei pugni mi ha colpito proprio sugli occhiali che, rompendosi, mi hanno procurato anche una ferita sul sopracciglio».
LANCIO DI OGGETTI
Qualche settimana dopo, si è verificata un’altra violenta lite. «Tutto è nato quando gli ho fatto notare che mi aveva mancato di rispetto, in quanto, nonostante lo aspettassi per il pranzo, lui era tornato solo dopo le 14.30. In quell’occasione, dopo avermi come al solito insultata, aveva rivolto la sua aggressività al mobile della cucina, al quale aveva divelto le ante, per poi scagliarmi contro alcuni oggetti presenti sul ripiano».
L’OPERAZIONE
Le aggressioni sono culminate nell’episodio più grave, avvenuto il 29 gennaio 2022. «Dopo l’ennesimo litigio», ricostruisce la donna, «mio marito ha infierito ripetutamente su di me. Non ho potuto raggiungere l’ospedale perché lui me lo ha impedito. Non riuscendo più a gestire il dolore, sono andata in pronto soccorso il 10 febbraio». La donna è stata dimessa con una prognosi iniziale di 25 giorni dopo che le è stata diagnosticata una frattura alla mano, per la quale ha dovuto successivamente affrontare anche un intervento chirurgico.
LA MINACCIA PIù GRAVE
«In più occasioni», conclude Francesca, «durante le liti, dopo avermi detto di ritornare a vivere nella mia casa di Chieti, mio marito mi ha minacciato di buttarmi dal quinto piano, dove è ubicato il mio appartamento, se avessi raccontato a qualcuno dei suoi maltrattamenti». E ora il caso arriva in tribunale.
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