Picchiata e rinchiusa in casa L’ex compagno nega le botte
LANCIANO. Ha collaborato rispondendo alle domande del giudice Massimo Canosa e respingendo ogni accusa. È questo l’esito dell’interrogatorio di garanzia di C.M., 35 anni, di Lanciano, in carcere...
LANCIANO. Ha collaborato rispondendo alle domande del giudice Massimo Canosa e respingendo ogni accusa. È questo l’esito dell’interrogatorio di garanzia di C.M., 35 anni, di Lanciano, in carcere con l’accusa di maltrattamenti contro familiari e convivente, lesioni personali e atti persecutori sulla ex compagna di 21 anni.
L’uomo, assistito dall’avvocato Pasquale Piscopo, ha cercato di ridimensionare la vicenda in cui è accusato di aver maltrattato e picchiato per due anni la ex convivente, costretta con minacce di morte a restare chiusa in casa. Alla giovane il compagno impediva anche contatti telefonici con amici e familiari.
Poi, quando lo scorso aprile la ragazza ha deciso di chiudere la relazione, C.M. l’avrebbe cominciata a perseguitare con centinaia di telefonate ed sms inviati ogni giorno, minacce, pedinamenti anche sul posto di lavoro e nei locali che frequentava. L’uomo ha, invece, ridimensionato la vicenda, respinto ogni addebito soprattutto rispetto alle botte, alle persecuzioni e ai pedinamenti. Ma, nonostante la richiesta di misure cautelari meno afflittive, per ora il giovane resta in carcere. (t.d.r.)
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