Picchiati e rapinati, si indaga su un basista

6 Ottobre 2017

L’assalto a Guardiagrele. Gli investigatori ricostruiscono la composizione della banda di malviventi

GUARDIAGRELE. Un basista locale che conosce a memoria le strade di Guardiagrele, uno che sa anche dell’esistenza di una strada sterrata che da una strada secondaria, via Vallo, arriva fino alla contrada Caporosso. L’indagine dei carabinieri sulla rapina in casa dell’imprenditore della carne Carlo Iubatti, picchiato senza pietà per costringerlo a consegnare la chiave della cassaforte nella notte tra martedì e mercoledì, punta a decifrare la composizione della banda. Per ora, si sa poco ma quel da poco i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Chieti, guidati dalla tenente Maria Di Lena, sono obbligati a partire. Iubatti e la mogli hanno raccontato che sono stati aggrediti mentre dormivano da tre malviventi probabilmente stranieri. Su questa circostanza, gli investigatori ipotizzano un appoggio locale, anche solo una conoscenza. Perché via Vallo è una strada senza uscita, alle porte del centro abitato. E non si capisce ancora come la banda sia arrivata fino a sotto la villetta a schiera della famiglia Iubatti: con un’auto o a piedi?
Di certo c’è che la fuga è avvenuta con una Ford Kuga rubata a un vicino di casa di Iubatti: oltre all’auto, al vicino sono stati rubati anche dei soldi contenuti nel portafogli.
La fuga dei banditi passa per due punti certi. Con la Kuga, i malviventi sono arrivati a Bomba percorrendo intorno alle 4,30 circa una trentina di chilometri passando sotto Casoli e imboccando, a Piane d’Archi, la fondovalle Sangro. Una volta giunti a Bomba, i banditi hanno abbandonato il suv sulla strada che porta dal santuario di San Mauro al centro del paese. A trovare la macchina sono stati, poi, i carabinieri: all’interno del mezzo sono stati scoperti due anelli d’oro appartenenti alla moglie di Iubatti. La fuga è proseguita verso Villa Santa Maria, circa 15 chilometri da Bomba: nella macchina rubata a Bomba c’era poca benzina e, a Villa Santa Maria, la banda è stata obbligata a rubare un altro mezzo per andare avanti. Sono saliti su un’altra Fiat Uno e da Villa Santa Maria si sono perse le loro tracce.