Picchiato a 14 anni nella villa comunale I bulli postano il pestaggio su Telegram

28 Maggio 2023

La vittima accerchiata e colpita con una raffica di calci e pugni anche sulla nuca: i violenti sono in corso di identificazione Almeno due giovani riprendono la scena con gli smartphone, altri non intervengono e incitano ad accanirsi sul ragazzino

CHIETI. Lo hanno accerchiato e colpito: una scarica di calci e pugni, anche sulla nuca, quand’era a terra, incapace di reagire a una violenza smodata e senza senso. Un ragazzino di 14 anni è stato aggredito in pieno giorno alla villa comunale di Chieti, nel parco del museo archeologico nazionale d’Abruzzo. Mentre due bulli pestavano la vittima, almeno altrettanti complici hanno ripreso la scena con gli smartphone, come in un film horror. Quei video sono stati poi pubblicati sulla piattaforma Telegram, nel canale “Risse italian3”, seguito da 32.257 persone. Le immagini choc hanno cominciato a circolare sulle chat, fino a diventare virali. Ora i responsabili sono in corso di identificazione da parte dei carabinieri: dai filmati anche loro sembrano minorenni. Il quattordicenne ha riportato escoriazioni al volto: non si è fatto medicare in ospedale, ma è sufficiente osservare la sequenza per comprendere che è esclusivamente per un puro caso se le ripercussioni non sono state peggiori.
SCENE DA ARANCIA MECCANICA
È pomeriggio quando i cellulari immortalano un assalto da Arancia meccanica. Solo che non avviene in una zona isolata, ma a due passi dal parco pubblico più grande della città in cui le mamme spingono i carrozzini, i bambini vanno in bicicletta sotto gli occhi dei genitori, i teatini sono soliti prendere l’aperitivo. Il pestaggio si consuma davanti ad altri giovani che non solo non intervengono per mettere fine alle violenze, ma incitano a picchiare ancora di più. Sono 55 secondi inquietanti. Il primo a scagliarsi contro il ragazzino – cappuccio del giubbino in testa, come in una sorta di tentativo di difendersi dai colpi che riceverà – è un coetaneo in tuta nera. Quest’ultimo gli sferra almeno cinque pugni all’addome, poi lo colpisce con due potenti calci. «Calcio in bocca, ko, boom», grida compiaciuto uno dei ragazzi con il telefonino tra le mani.
IL SECONDO AGGRESSORE
Poi, entra in scena il secondo aggressore, il più scatenato, che indossa una felpa bianca con la scritta rossa: scaraventa a terra il quattordicenne e inferisce su di lui, sempre con calci e pugni, anche alla testa. Nel corso dell’aggressione, il cellulare scivola dalla tasca sinistra dei pantaloni del bullo e finisce a terra. Ma lui lo raccoglie e continua ad accanirsi sulla vittima, disinteressandosi del possibile arrivo di qualche adulto. Sì, perché il tutto avviene a pochi metri dall’ingresso del museo in cui è custodito il Guerriero di Capestrano, la scultura-simbolo dell’Abruzzo. Fatto sta che il bullo afferra il ragazzino dal collo e lo atterra ancora una volta, colpendolo senza pietà.
I COLPI ALLA NUCA
È troppo anche per il giovane che filma la scena: «No, alla nuca no, fermati», dice. «Che c… ti ho fatto?», ripete invece la vittima, evidentemente sorpresa per questa brutalità senza movente, che resta stordita a terra per qualche secondo e prova a proteggersi con le braccia, prima di rialzarsi con i pantaloni tutti sporchi di fango. Il video finisce qui. E alle 3.10 di domenica scorsa viene postato sul gruppo Telegram, insieme a un altro filmato girato da più lontano e che conferma come altri giovani siano stati testimoni dell’agghiacciante aggressione e non abbiano mosso un dito.
LE INDAGINI
Adesso sul caso indagano i carabinieri. I violenti rischiano di essere denunciati alla procura per i minorenni dell’Aquila, che potrebbe adottare anche provvedimenti per evitare che tornino a colpire. I bulli sono destinati a essere incastrati dalle stesse immagini pubblicate per vanteria e con allarmante senso di impunità.
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