«Picchiato, ma non farò denuncia»

22 Agosto 2018

L’aggressione a sfondo fascista, solidarietà all’avvocato: «Clima avvelenato»

VASTO. A distanza di due giorni la tumefazione sullo zigomo dell’avvocato Nicholas Tomeo sta andando via. «Resta la ferita dell’anima per il colpo ricevuto», dice Tomeo. L’avvocato sarebbe stato colpito dal titolare del ristorante la Barcaccia per aver chiesto la sospensione della diffusione sonora dell’inno dei legionari “Faccetta nera”. Tomeo non ha presentato denuncia: «Non mi interessano i risvolti penali», dice, «io stigmatizzo la violenza e il crescendo di reazioni esasperate. Oltre che legale sono uno storico. Il fascismo è nato proprio così». Tomeo smentisce di avere avuto una discussione con il ristoratore: «Io sono entrato nel locale e con gentilezza ho chiesto che venisse spenta quella canzone. Mentre stavo uscendo sono stato colpito. Mi sono voltato e il pugno ha preso fortunatamente lo zigomo piuttosto che la tempia. È stata la mia ragazza a chiamare la polizia. Ora io chiedo alla polizia di prendere i filmati dell’accaduto. I filmati raccontano la verità».
Il titolare della Barcaccia invece ribadisce che Tomeo sarebbe entrato mentre il locale era chiuso e lui avrebbe semplicemente allontanato l’avvocato per non spaventare i figli. La polizia si trincera dietro il riserbo. «Il fascicolo è stato rimesso in Procura», dice il vice commissario Di Sante, «sarà la magistratura a decidere».
Intanto continuano ad arrivare dichiarazioni di solidarietà per il giovane legale. Il Partito comunista ha condannato l’aggressione e la riproduzione ad alto volume, di “Faccetta nera”: «Un gesto in barba alla legge e ai principi costituzionali sull’apologia di fascismo». Solidarietà anche da Daniele Licheri segretario di Sinistra italiana che parla di «vergognosa vicenda»: «Il clima avvelenato in cui versa il nostro Paese, crediamo sia la vera causa dell’ennesimo episodio di matrice neo-fascista a cui ci tocca assistere. Sottoscriviamo le parole dell’Anpi di Vasto, il fascismo non è un’opinione ma è reato. Attendiamo che la magistratura accerti la verità», dice Licheri invitando la sinistra ad organizzare una manifestazione per stigmatizzare l’accaduto. (p.c.)