Picchiato per l’aiuto a una donna «Pronto a rifarlo altre mille volte»

Il racconto del 40enne di Casoli bastonato mentre fermava un uomo che maltrattava la fidanzata «Spero ne sia valsa la pena, lei non può frequentare una persona così». Denunciato l’aggressore
LANCIANO. «Rifarei quello che ho fatto miliardi di volte, non sopporto la violenza sulle donne». Non ci ha pensato due volte D.C., operaio 40enne di Casoli, ad intervenire in soccorso di una sconosciuta che veniva maltrattata in strada dal fidanzato. Venerdì pomeriggio c'erano anche altre persone ad assistere alla scena ma è stato l'automobilista casolano, che passava per caso in via Decorati al valor militare e civile, ad intervenire per interrompere la vile aggressione. Per questo è stato preso a mazzate dall'uomo, rimediando 10 giorni di prognosi. Ma ha evitato che a prenderle, almeno per questa volta, fosse la donna. Il fidanzato di lei, M.D.G., 49 anni, di Lanciano, è stato denunciato per lesioni aggravate.
IL RACCONTO«Mi trovavo a passare in auto», racconta al Centro l'operaio, «con mia moglie avevamo appena portato nostro figlio a scuola e stavamo tornando a casa». D.C. imbocca con la sua auto via Decorati al valor militare e civile, in direzione del palazzetto dello sport, e nota subito la coppia in strada. «Ho visto l'uomo che stava aggredendo la donna», spiega il 40enne, «lui le urlava contro e lei cercava di proteggersi. C'erano alcune persone che guardavano la scena, ma nessuno faceva niente. Poi lui le ha messo le mani alla gola. Lì ho deciso di intervenire». D.C. accosta l'auto e allerta il 113. Prima di scendere prende la mazza da baseball in ferro che qualche volta porta in auto. «Anni fa lavoravo a Milano come autista di pullman», spiega, «spesso viaggiavo di notte e a bordo salivano personaggi di ogni genere. Avevo acquistato la mazza per difendermi dalle aggressioni che potevo subire, mi bastava tirarla fuori che i malintenzionati scappavano. Anche venerdì l'ho usata solo per trattenere il tipo lì, in attesa che arrivasse la polizia».
LA COLLUTTAZIONELa lite di coppia degenera e D.C. decide di fare qualcosa. «Volevo separarli e fare allontanare la donna», racconta l'uomo che non conosceva i due, «lui all'inizio mi ha urlato contro: “Che cosa vuoi? Questa è la mia donna, non ti devi intromettere, lei deve stare con me”. “Ma non è questo il modo di fare”, gli ho risposto. Quindi ha provato a colpirmi e a mettermi le mani addosso, ma so difendermi abbastanza e non volevo assolutamente picchiarlo, per non passare dalla parte del torto. Abbiamo avuto una colluttazione e siamo finiti in mezzo alla strada. Stava passando una macchina così, per salvare me e lui, l'ho spinto verso il muretto. Lui allora si è aggrappato alla mazza da baseball, io ho perso per un momento l'equilibrio, lui me l'ha sfilata e mi ha colpito. Ho evitato il primo colpo, ma il secondo no». D.C. viene colpito tra l'orecchio e la tempia, sul lato destro: ha riportato un trauma cranico non commotivo e una ferita lacero-contusa al sopracciglio, giudicati guaribili in 10 giorni.
LA DENUNCIA«Avevo visto che nel frattempo la donna si era allontanata», continua D.C., «dopo che mi ha colpito è scappato pure lui. Sono stato soccorso da un ragazzo che passava in moto, che si è fermato e ha chiamato l'ambulanza». Il 40enne è stato medicato in ospedale, mentre la polizia iniziava la ricerca dell'aggressore. M.D.G. è stato rintracciato poco dopo, nella sua abitazione, e portato in commissariato: per il 49enne è scattata una denuncia a piede libero per lesioni aggravate. «Spero ne sia valsa la pena», dice a mente fredda D.C., «che lei capisca se vale la pena frequentare una persona così. Gli uomini non sono tutti uguali. Se non si sta più bene insieme, ognuno deve essere libero di andare per la sua strada, senza costrizioni».
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