Picchiò due assistenti sociali 43enne a giudizio per lesioni

10 Dicembre 2019

Lanciano. Un incontro protetto con figlie, moglie ed esperte era finito a pugni  Non ci sono ancora richieste di danni. Il difensore: «Punti oscuri da chiarire» 

LANCIANO. Prese a calci e pugni le assistenti sociali durante un incontro protetto con le figlie: andrà a processo il 2 luglio 2020 Nicola M., 43 anni, di Lanciano, accusato di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. A rinviare a giudizio l’uomo il giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi su richiesta del sostituto procuratore Serena Rossi.
Secondo l’accusa l’uomo il pomeriggio del 13 settembre 2018 era andato all’assessorato alle politiche sociali, con la moglie, per un incontro protetto con le figlie di 9 e 11 anni che da luglio non vivevano più con lui, ma in una casa famiglia. Decisione presa dal tribunale per i minorenni dell'Aquila nel luglio 2018. All’improvviso si è scagliato contro l’assistente sociale T.G.C., che era di fronte, l’ha presa a calci e pugni facendola cadere a terra e ha continuato ad aggredirla anche dopo che la donna era caduta. In suo soccorso è arrivata collega A.G., ma l’uomo si è scagliato anche contro di lei: calci, pugni e schiaffi. Una furia sotto gli occhi atterrite delle figlie. Si è fermato solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine e quando le donne erano state soccorse e portate in ambulanza all’ospedale Renzetti. Qui i medici diagnosticarono una serie di lesioni, con una prognosi di 40 giorni a testa. Da qui l’accusa di lesioni gravi.
T.G.C., come si legge sul capo di imputazione ha riportato “un trauma cranio facciale con edema ecchimotico dell'emivolto sinistro, policontusioni su arti, tronco e addome, e stato di allarme continuo”, mentre la collega un “trauma cranio facciale non commotivo e trauma scapolo omerale sinistro”. Le donne, rappresentate dall’avvocato Fabiana Desiderio di Chieti non si sono costituite parte civile, possono farlo, nel caso, anche nella prima udienza, il 2 luglio 2020.
Il 43enne, rappresentato dall’avvocato Nicola Rullo cercherà a processo di ridimensionare la vicenda. «Il fatto c’è stato», dice Rullo, «l’errore del mio assistito è anche palese, ma ci sono punti oscuri che faremo emergere nelle udienze, che riguardano anche i rapporti tra le parti, volti a ridimensionare le accuse».
Questa non è stata l’unica aggressione avvenuta alle politiche sociali, assessorato guidato da Dora Bendotti che è il più delicato del Comune. Un’altra ci fu nel giugno 2016: fu aggredita un’assistente sociale e la dirigente accorsa in suo aiuto. L’autrice dell’aggressione nel luglio 2018, è stata condannata a due anni e mezzo di reclusione, oltre al risarcimento danni da stabilire in separata sede.
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