Picco di tumori al pancreas: per combatterli nasceranno centri regionali specializzati

Due giorni di incontri e sessioni di studio alla d’Annunzio con i luminari mondiali Di Sebastiano, primario della clinica Pierangeli: «La chirurgia da sola non basta»
CHIETI. In cima alla lista delle priorità per combattere il tumore del pancreas e dare una speranza in più a chi ha scoperto di esserne affetto, c’è la creazione delle “pancreas unit” negli ospedali abruzzesi specializzati nella ricerca e nella cura di questa malattia biologicamente molto aggressiva, considerata ad oggi la quarta causa di morte nei paesi occidentali e, in proiezione, la seconda per neoplasia nell’arco di dieci anni.
L’ipotesi di centralizzare la chirurgia pancreatica, inaugurando dei centri specializzati a livello regionale all’interno di un numero limitato di ospedali che effettuano gli interventi ad alta complessità e ricorrendo alla compresenza di diversi specialisti, è rimbalzata ieri mattina durante il congresso internazionale “New trends in pancreatic cancer”. Il meeting è stato organizzato nell’auditorium del rettorato dell’università d’Annunzio, presieduto da Pierluigi Di Sebastiano, direttore del Pancreas Team dell’ateneo e responsabile dell’unità operativa di chirurgia generale a indirizzo oncologico della casa di cura Pierangeli. Due giorni di incontri, sessioni di studio, workshop e tavole rotonde che hanno chiamato a raccolta i principali esperti della chirurgia pancreatica, oncologi, ricercatori e ospiti stranieri. Tra loro anche il luminare Markus Büchler, intervenuto con una lectio magistralis sulla chirurgia pancreatica, sull’approccio multimodale e multidisciplinare delle diverse tecniche di cura: dalla chirurgia mininvasiva tradizionale a quella laparoscopica e robotica, considerata in forte espansione.
«La chirurgia resta il punto centrale per il trattamento del tumore del pancreas, ma non basta», spiega Di Sebastiano, «abbiamo fatto il punto sulle nuove frontiere della ricerca, partendo da alcuni studi sperimentali presentati dai gruppi di studenti universitari teatini, con l’obiettivo di identificare i possibili target terapeutici e proporre modelli organizzativi in grado di garantire ai pazienti un eguale accesso alle cure. Il tumore del pancreas è un big killer, la cui incidenza è in aumento nel prossimo decennio. Purtroppo, a livello diagnostico, non esistono esami preventivi in grado di identificare precocemente la malattia. Ci sono dei campanelli di allarme, come la recente insorgenza del diabete o un dimagrimento, ma che non sono collegabili direttamente alla malattia. Di qui l’importanza di mantenere uno stile di vita sano, considerando che gli unici fattori di rischio sono il fumo e l’obesità».
Tra gli interventi si segnalano quello del rettore dell’università d’Annunzio Liborio Stuppia. Durante la tavola rotonda conclusiva, alla quale ha partecipato anche Massimo Carlini, presidente della società italiana di Chirurgia, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì ha annunciato la volontà di istituire un tavolo tecnico per individuare le strutture ospedaliere abruzzesi in cui realizzare le pancreas unit con la presenza di tutti i professionisti coinvolti nella gestione della malattia.
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